Covid è anche sulla pelle. Individuati 6 campanelli d’allarme


11 Feb 2021 10:22 Rassegna stampa


Non solo tosse, febbre, bronchite o polmonite. Il Covid-19 ha anche altre strade attraverso cui manifestarsi: per esempio la pelle, con apparenti “banali” alterazioni cutanee. Uno studio tutto italiano, condotto con il supporto della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) e pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology, infatti, ne ha individuate ben 6 che possono essere una manifestazione del coronavirus associata a diversi stadi della malattia.

La presentazione della Presidente Ketty Peris

Fin dall’inizio della pandemia Covid-19 – afferma Ketty Peris, presidente SIDeMaST e direttrice dell’U.O.C. di Dermatologia del Policlinico Gemelli di Roma – SIDeMaST si è attivata portando avanti diversi studi scientifici focalizzati su malattie cutanee ed infezione SARS-CoV2 e svolgendo numerose attività di supporto per i pazienti affetti da malattie della pelle. Lo studio è particolarmente interessante perché conferma che la cute può essere spia di una infezione da Sars-CoV-2. Per questo motivo, è fondamentale controllare ancora di più la nostra pelle, perché potrebbe metterci in guardia ed avvisarci preventivamente su quello che accade nel nostro organismo, dandoci la possibilità di muoverci in anticipo e aiutarci a fare una diagnosi precoce della malattia ed anche evitare possibili ulteriori contagi

Come è stato condotto lo studio

A coordinare lo studio è stato Angelo Valerio Marzano, professore ordinario di Dermatologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Milano. Marzano è stato il primo paziente ad essere ricoverato per coronavirus il 22 febbraio 2020 a Milano, subito dopo il paziente 1 di Codogno.

I 6 fenotipi cutanei individuati e che possono essere correlati al Covid-19 sono:

  1. un quadro clinico simile all’orticaria,
  2. un’eruzione morbilliforme sia agli arti che al tronco;
  3. una reazione cutanea tipo varicella;
  4. presenza di lesioni tipo geloni;
  5. livedo reticularis, simile ad ecchimosi da trauma;
  6. vasculite, con un colorito rosso vinoso e possibile formazione di ulcere sugli arti inferiori.

Lo studio è stato condotto su 200 pazienti in tutta Italia ed è il terzo per numero di pazienti osservati a livello mondiale.

“La durata media delle manifestazioni cutanee osservata – afferma Marzano – è stata di 12 giorni; quella dei geloni era di 22 giorni. Inoltre, abbiamo rilevato che i geloni erano il sintomo prevalente tra i giovani ed erano associati ad una manifestazione quasi sempre asintomatica del virus, mentre tutti gli altri fenotipi erano collegati ad una forma più o meno severa. A questo proposito, due importanti lavori condotti precedentemente a livello internazionale avevano dato come assunto il fatto che le lesioni della pelle più gravi fossero correlate ad una forma più grave di Coronavirus, stabilendo quindi una proporzione diretta tra sintomi cutanei aggressivi e gravità del Covid.

Cosa resta da fare

“Il nostro lavoro comunque non si esaurisce qui", dice Marzano. "Vogliamo infatti studiare i meccanismi attraverso i quali il virus produce le lesioni cutanee una volta che si è introdotto nell’organismo attraverso l’apparato respiratorio. Per questo, insieme ai miei collaboratori, stiamo scrivendo un progetto che verrà inviato al Ministero della Ricerca. L’obiettivo è contribuire a una sempre più rapida e approfondita conoscenza della malattia per far sì che la Comunità Scientifica possa sconfiggerla nel più breve tempo possibile”, conclude.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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Approfondimenti

FonteAGI
Titolo originaleCovid: scoperti 6 'campanelli d'allarme' sulla pelle dei pazienti
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