La luce ultravioletta di tipo C (UV-C) può far male al virus (ma anche alle persone)


06 May 2020 01:03 Rassegna stampa


La luce ultravioletta di tipo C (UV-C) può far male al virus (ma anche alle persone)

L’emergente interesse nei riguardi della radiazione ultravioletta di tipo C (UV-C) quale strumento efficace per l’inattivazione del virus SARS-CoV-2 su superfici o nell’aria è un’idea valida e meritevole di approfondimenti sul piano scientifico prima di essere applicata in condizioni reali per la disinfezione degli ambienti pubblici.

Tuttavia ricordiamo che la radiazione UV-C è altamente energetica ed ha un elevato potere cancerogeno poiché assorbita dal DNA ed RNA con conseguente danno mutagenico.

Pertanto, come evidenziato da recenti ricerche effettuate in vitro o su modelli animali, solo una specifica banda della radiazione UV-C con lunghezza d’onda compresa tra 207 e 222 nm (detta far-UVC), potrebbe essere teoricamente in grado di inattivare il virus senza sostanziali effetti collaterali su cute e cornea, per lo scarso potere di penetrazione di tale radiazione che resta limitato allo strato corneo.

Va però considerato che l’efficacia e la sicurezza di tale applicazione in ambienti chiusi in cui transitano molteplici persone va attentamente verificata poiché dipendente dall’intensità e della durata dell’esposizione a tale radiazione, come specificato nell’articolo che vi segnaliamo.

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Inserito da segreteria SIDeMaST

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Approfondimenti

FonteLA Repubblica
Titolo originaleRaggi UV, una ricerca promettente ma bisogna stare attenti
AutoriValentina Rapozzi, Alberto Credi, Marina Venturini, Massimo Trotta, Maurizio D'auria
Link fonteLink articolo originale
Argomenti correlati melanoma ultravioletti COVID corona Virus

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