In ricordo di Pierluigi-Amerio


07 May 2020 08:42 News


In ricordo di Pierluigi-Amerio

Il ricordo del dermatologo

Con Pierluigi ci conoscevamo dai tempi della specialità: lui a Torino, io a Pavia. Abbiamo avuto carriere ed esperienze parallele e potenzialmente intrecciate: lui dopo Torino a Roma al Gemelli, poi a Chieti ed infine nuovamente al Gemelli come Direttore, io da Pavia a Como, a Modena come Direttore, con intervalli romani all’IDI e al San Gallicano. Seguì con Guido Bossi il loro maestro prof. Ormea, alla cui morte succedette il prof. Serri da Pavia. Proprio nel mio periodo romano degli IRCCS ci frequentammo più frequentemente, con amicizia e stima. Abbiamo terminato la nostra attività nel 2010.

Era un collega e un uomo gentile: non ricordo un suo discorso a voce troppo alta o irata: anche in occasione di querelles universitarie manteneva una serenità proverbiale e invidiabile. Amava molto la clinica e si interessò anche di immunologia della dermatite Atopica, argomento che mi coinvolgeva. Parlavamo spesso dei suoi quattro figli, di cui era orgoglioso anche per i numerosi nipoti. In particolare mi raccontava volentieri di sua figlia, che lavorava in Zambia, come volontaria in una Fondazione papa Giovanni XXIII. La andava a trovare quando gli era possibile e i racconti di questa esperienza lo rendevano ora felice, ora preoccupato e mi affascinavano.

Così come il suo amore per la vita in campagna: era nato a Isola d’Asti (provincia di Asti), dove si produce dell’ottimo vino, di cui discutevamo, inducendo, devo ammetterlo, un po’ di invidia. Ci scambiavamo spesso delle telefonate per sentire come ce la cavavamo. Andò tutto bene sino a quando non fu colpito dalla malattia, che lo ha accompagnato al termine di questa esperienza.

Grazie per la tua amicizia e per il tuo esempio.

Un abbraccio a te, ai tuoi familiari e ai tuoi allievi anche da parte della nostra comunità.

Alberto Giannetti

Il ricordo della famiglia

Un necrologio deve poter aiutare a ricordare una persona e celebrare ciò che ha compiuto in vita.

Cosa posso dire di mio padre che possa descriverlo a coloro che non l’hanno conosciuto direttamente? Posso provare a condividere i miei ricordi e i ricordi di chi ha passato del tempo con lui.

Mio padre era un grande clinico, una persona capace di elaborare diagnosi fidandosi solo del proprio sguardo attento ( “Paolo - soleva dirmi- se non capisci di che malattia si tratta nei primi 10 secondi … è inutile che guardi il paziente per 10 minuti”). Ricordo l’approccio che aveva con i pazienti, pieno di attenzioni ed umanità : un medico buono e gentile che nel suo giro quotidiano in reparto si sedeva sul bordo del letto dei suoi ricoverati per ascoltarli e rassicurarli.

Ricordo come gestiva i rapporti con i suoi colleghi : mai arrogante, sempre inclusivo.

Un dermatologo sempre pronto a staccare croste e a grattare squame con grande orrore degli studenti neofiti della dermatologia. Un Maestro capace di passare interminabili pomeriggi con i suoi specializzandi a rileggere il Rook , il Fitzpatrick o il Saurat.

Un luminare capace di condividere le sue vedute sulla dermatologia nei congressi e poi scappare subito per tornare a casa dalla sua famiglia e al suo angolo di serenità .

Un “bougia nen“ come l’ha chiamato un collega piemontese sottolineando la sua dote di persona pacata e mai sopra le righe . Un professionista che ha saputo trasmettere, citando le parole di un amico “la conoscenza, la professione, l’arte medica al gruppo di specialisti cresciuti nel rispetto della persona prima che del paziente, della verità della ricerca e nella serietà per la carriera e la professione”.

Il ricordo della professionalità e dell’ umanità che mio padre ha lasciato negli studenti e nei pazienti riecheggia nei messaggi di condoglianze che ho ricevuto in questi giorni : “ un grande professore, un uomo onesto e giusto”, “ un maestro di medicina e di vita”, “un punto fermo nella mia vita professionale e un ricordo vivo come professore e come uomo di elevato spessore”, “ ricordo ancora le sue lezioni, un vero maestro”, “ ho ricordi meravigliosi del professore , lui sempre sul Fitzpatrick dopo la visita e i pomeriggi all’ ospedale quando ci raccontava dei suoi viaggi in Australia; l’ultimo ricordo qualche anno fa quando mi ha detto – me ne vado subito dal congresso sai, ho l’hobby della campagna – quanta tenerezza , che persona splendida”, “ è stato per me un onore e un privilegio essere suo studente”.

Un uomo che genera questi pensieri ha sicuramente raggiunto la pienezza della realizzazione della sua vita. Tutti noi abbiamo avuto tanto da imparare da lui.

Il rammarico è quello di non aver passato ancora più tempo con lui in ambulatorio o nell’ orto … per lui… era uguale .

Paolo Amerio

Saluto SIDeMaST

A nome di tutti il Consiglio Direttivo e di tutti i nostri soci, esprimo il mio più grande cordoglio alla famiglia per la perdita di un grande uomo che ha dato molto alla dermatologia italiana e che ha rappresentato un esempio di umanità

Prof.ssa Ketty Peris

Presidente SIDEMAST

Inserito da segreteria SIDeMaST

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