Una nuova tassa per combattere il cancro


22 ottobre 2010 - 12:15Rassegna stampa


Una tassa che serva a prevenire e a curare meglio. Il Congresso europeo ESMO (European society for medical oncology) che ha riunito dall'8 al 12 ottobre a Milano gli oncologi del Vecchio Continente si è chiuso su questa proposta, a metà tra il provocatorio e l'innovatore.

Una tassa di scopo più utile delle campagne mediatiche

La medicina sta progredendo nella sua guerra contro il cancro, ma l'incidenza di alcune patologie aumenta in tutta Europa. Gli ultimi dati disponibili a riguardo, infatti, dimostrano che se la mortalità per cancro in generale è in calo, quella per tumore al polmone tra le donne e per melanoma tra gli uomini è in crescita (rispettivamente del 1,5% e del 2,6% dal 1998 al 2005). Il dato è sconfortante se si considera che quest'ultime - secondo gli specialisti - sono neoplasie ipersensibili alla prevenzione.

Se le campagne mediatiche non riescono a ridurre l'appeal dei comportamenti a rischio, secondo gli oncologi l'introduzione di una tassa potrebbe colpire nel segno. Attualmente, nel nostro Paese, il consumo di sigarette aumenta, soprattutto fra le donne, mentre si sottovalutano i pericoli di un'esposizione ai lettini abbronzanti, dannosissimi in particolare per i ragazzi: se usati prima dei 35 anni incrementano del 75% il rischio di sviluppare melanoma. Incrementando di un euro il costo di un pacchetto di sigarette o di una seduta di lettino solare, si riuscirebbe nell'intento?

Una proposta che guarda al futuro

La proposta emersa del congresso di oncologi milanese è chiara: una tassa di un euro su sigarette e sedute abbronzanti per mettere insieme risorse utili per potenziare gli organici dei reparti, ridurre le liste d'attesa e dare nuovo impulso alla prevenzione, rinnovando anche la strumentazione. Come rivela Carmelo Iacono, presidente dell'Aiom (Associazione Italiana di Oncologia medica), con l'introduzione della tassa sulle sigarette è stato calcolato «che si ricaverebbero 4,5 miliardi di euro». Una cifra di tutto rispetto.

Iacono spiega poi più diffusamente la logica sottesa alla proposta: «La priorità deve essere garantire migliore efficienza, ottimizzare le risorse. Andrebbero dunque potenziate soprattutto le strutture in sofferenza di personale, con effetti benefici anche sulle liste d'attesa. Oggi un persona che si ammala di cancro al polmone ci costa non meno di 200 mila euro. Forse sarebbe meglio risparmiarli riducendo il numero di malati e destinare quelle risorse per migliorare l'assistenza. In fondo la tassa su sigarette e lettini solari è per gli addicted una sorta di investimento: gli facciamo pagare le loro future eventuali cure».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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