Rosacea, non è un difetto della pelle ma una vera malattia del viso


19 maggio 2015 - 09:19Rassegna stampa


Non viene diagnosticata in nove casi su dieci. Così, non solo si aggrava, ma crea anche disagio e frustrazione. Oggi esistono diversi farmaci efficaci

Se la prima cosa che notate guardandovi allo specchio è il rossore del vostro viso e questo vi imbarazza e infastidisce sempre più, provate a chiedere informazioni al medico. Ben 9 persone su 10 che soffrono di rosacea, condizione infiammatoria cronica della cute delle aree centrali del viso, infatti, non ricevono una diagnosi e combattono da sole contro un «fastidio» che non riconoscono come malattia se non quando arriva alle sue manifestazioni più eclatanti.

Le conseguenze emotive

Convivere con un costante arrossamento del volto può però avere importanti ripercussioni. Una recente indagine ha dimostrato, infatti, che la rosacea causa imbarazzo, ansia, frustrazione e stress emotivo, con un impatto negativo sulla qualità di vita: il 78 per cento dei pazienti si sente condizionato sul lavoro e il 77 per cento nella socialità, l'88 per cento patisce ripercussioni a livello emotivo, il 72 per cento si sente limitato nei rapporti personali. «La maggior parte delle persone è convinta che quel rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle, con cui dover coesistere inevitabilmente - spiega Giampiero Girolomoni, presidente della Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST), riunita a congresso nei giorni scorsi a Milano -. Al contrario, la rosacea è una malattia e, in quanto tale, va diagnosticata e trattata. Oggi esistono tanti rimedi, la patologia può migliorare, ma se non curata si aggrava e dalle forme più lievi si passa a quelle più gravi. Troppo spesso accade che acquisisca la dignità di malattia solo nella sua manifestazione più conclamata, quando eritema persistente, papule, pustole e ispessimento della pelle hanno già aggravato le condizioni del paziente».

Le raccomandazioni

Proprio per far conoscere meglio la patologia e ottimizzare le cure, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto una serie di Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea, redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, l'Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (con il contributo incondizionato di Galderma).

Secondo le stime presentate a Milano, il disturbo riguarda circa 3 milioni e 200 mila italiani, generalmente fra i 30 e i 50 anni. «La rosacea è spesso sottostimata - evidenzia Giuseppe Monfrecola, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia all'Università Federico II di Napoli -. Solo una persona su 10 riceve una diagnosi certa. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si può presentare con una varietà di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie con cui può essere confusa. L'infiammatoria cronica della cute di naso, guance, fronte, mento si presenta inizialmente con vampate transitorie di arrossamento, alle quali fa seguito nel tempo un arrossamento persistente con presenza di piccoli vasi sanguigni (teleangectasie). Possono comparire papule arrossate o pustole, accompagnate da cute secca con sensazione di prurito e bruciore. Anche gli occhi possono essere interessati da congiuntivite e da rossore palpebrale, con bruciore (rosacea oculare). In casi estremi si può giungere all'ispessimento della cute del naso che porta al cosiddetto rinofima: naso ingrossato, rosso e deformato».

Fattori scatenanti

Se le cause della rosacea devono ancora essere chiarite del tutto, è oggi certo che un'alterazione dell'immunità cutanea innata provoca l'infiammazione e che controllare i fattori scatenanti è un passo fondamentale. Per questo, il consulto di uno specialista può rendere la condizione molto più facile da gestire: ad esempio, sapere che un'attività fisica impegnativa può provocare un surriscaldamento con acutizzazione del rossore sul volto, servirà ad evitare, se si ha in programma un'uscita serale, di fare ginnastica nelle ore precedenti. «La malattia, se trascurata e non trattata, peggiora - dice Giuseppe Micali, direttore della Clinica Dermatologica dell'Università di Catania -. E, sopportando a lungo il rossore indesiderato, si finisce anche per pagarne il prezzo a livello psicologico e sociale. Al contrario, facendo attenzione ai fattori che possono scatenare o acuire l'arrossamento della pelle e parlando con un dermatologo che può prescrivere la cura più indicata nel singolo caso, la patologia può essere arginata e tenuta efficacemente sotto controllo».

«Negli ultimi anni - prosegue Micali - la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea e questo ha anche consentito l'elaborazione e l'introduzione di nuovi trattamenti».

I farmaci

A seconda del tipo di rosacea e della sua gravità si possono usare diversi farmaci: il metronidazolo e l'acido azelaico (il primo in gel o crema e il secondo in gel, entrambi consigliati per il trattamento di papule e pustole di entità lieve o moderata); la brimonidina tartrato (un gel che agisce come vasocostrittore e fa scomparire il rossore in circa 30 minuti, con una copertura di 12 ore); la doxiciclina a basso dosaggio (un antibiotico per via orale che sfrutta la sua capacità antinfiammatoria). Per agire sui capillari già dilati e far sparire le teleangectasie si può poi ricorrere a laser particolari o luce pulsata. «Infine, - concludono gli esperti - una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall'ivermectina, una crema ad azione antinfiammatoria e antiparassitaria (agisce contro il Demodex folliculorum, un acaro generalmente innocuo, che nella pelle di alcuni pazienti con rosacea sembra avere un ruolo nello sviluppo di questa patologia), che si è dimostrata in grado di ridurre pustole e papule già nel primo mese di applicazione».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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