Napoli: danni da Botox ecco l'osservatorio, medici nel mirino


06 aprile 2013 - 10:46Rassegna stampa


Quanti sono i medici che, senza alcuna competenza specifica, improvvisandosi dottori in medicina estetica «impugano» la siringa per iniettare a donne non più giovanissime razioni di botox, la tossina botulinica utilizzata per cancellare rughe da volti over quaranta? E quanti di questi medici senza nessuna specificità in campo dermatologico procurano, alle loro incaute pazienti, danni, talvolta irreversibili? Per avere una panoramica sul fenomeno, presso la Clinica Dermatologica della Università Federico II esiste un «osservatorio» che intercetta e cataloga, appunto, i danni provocati da un uso errato delle tecniche estetiche che, ovviamente, non si riferiscono soltanto al cosiddetto botox, ma anche alle iniezioni di filler, allo skin collagen, alla dermochirurgia correttiva e ad altro ancora.

Dopo aver raccontato dei danni in chirurgia estetica ci dedichiamo, dunque, agli errori in estetica medica. Noduli sottocutanei, edemi, macchie bluastre. Sono gli errori più frequenti generati dall'imperizia di alcuni dottori ai quali, poi, i docenti del policlinico federiciano tentano di porre rimedio. Su alcuni si riesce ad avere la meglio. Altri invece segneranno per sempre i lineamenti di mature signore (e, talvolta, anche signori). «Nell'ambito della disciplina un po' impropriamente chiamata "medicina estetica", è il dermatologo quello che ha particolare competenza nelle metodiche di dermochirurgia correttiva come, per esempio, le iniezioni di filler, la somministrazione di tossina botulinica, la biorivitalizzazione e la bioristrutturazione» spiega Gabriella Fabbrocini, professore associato della sezione di Dermatologia clinica, allergologica e venereologica della Federico II. E precisa: «Tutte queste metodiche sono, infatti, limitate alla cute e talvolta al sottocute e pertanto una conoscenza attenta della struttura cutanea, l'individuazione e la selezione del paziente che si sta per sottoporre a tali trattamenti diventa una condizione imprenscindibile per massimizzare l'efficacia dei trattamenti e ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali».

I noduli sottocutranei sono l'errore più frequente. E si presentano nel tre per cento dei trattamenti. Essi si manifestano quando viene iniettata una dose eccessiva di farmaco in uno spazio del viso troppo piccolo per contenerlo. Gli effetti sono comunque quasi sempre reversibili. L'edema alle labbra è un altro «incidente di percorso» fatto da mani inesperte. Si verifica quando si inietta il prodotto troppo velocemente. Il gonfiore, che altera i lineamenti della bocca, può durare anche diversi mesi. E poi c'è il cosiddetto «effetto syndal», quando cioè il volto acquista un colorito bluastro. Questo altro problema si verifica quando il prodotto viene iniettato troppo superficialmente. Infine un altro rischio è il sanguinamento. «La registrazione di qualsiasi effetto collaterale, sia anche esso transitorio, è a nostro parere di fondamentale importanza ecco perché presso la Dermatologia clinica, allergologica e venereologica della Federico II, diretta da Fabio Ayala, abbiamo attivato, in collaborazione con i dermatologi sul territorio campano e nazionale una registro per gli "effetti collaterali" per assicurare sempre di più il controllo da parte dello specialista per la sicurezza dei pazienti». Giuseppe Monfrecola, direttore di Dermatologia e Venereologia della Federico II ha inoltre dato vita ad un corso di perfezionamento universitario di dermatologia estetica e correttiva.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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