La psoriasi è una malattia ereditaria?


28 novembre 2016 - 11:30Rassegna stampa


Anche se non può essere considerata una malattia genetica nel senso più "comune" del termine (ovvero per la quale una mutazione o alterazione in un singolo gene è responsabile della sua insorgenza), i fattori genetici giocano un ruolo non trascurabile. Ciò è evidenziato dal fatto che la prevalenza della psoriasi è nettamente maggiore in soggetti con familiarità per questa malattia: una persona che ha un parente di primo grado affetto da psoriasi ha infatti una probabilità maggiore di poter sviluppare la dermatosi rispetto a chi non ha un parente di primo grado (genitori) colpito dalla psoriasi.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cutanea cronica che, per il fatto di associarsi frequentemente a disturbi metabolici o cardiovascolari (ipertensione, obesità, diabete e sindrome metabolica) oltre che osteoarticolari (artrite psoriasica), può essere considerata alla stregua di una malattia che "si estende" oltre la cute.

La psoriasi è una malattia multifattoriale per il cui sviluppo, quindi, è fondamentale l'interrelazione tra fattori genetici e fattori ambientali.

Negli ultimi hanno sono stati evidenziati numerosi "markers" genetici che possono associarsi alla psoriasi come HLA-cW6, HLA-B13, HLA-B17, HLA-B37, HLA-B39, e altri ancora. In particolare, sulla base di criteri come l'ereditarietà, la presenza di marker HLA e il decorso della malattia, alcuni autori individuano due distinti sottotipi di psoriasi.

Nel primo, in cui i fattori genetici giocherebbero un ruolo più spiccato, la comparsa della psoriasi avverrebbe in età precoce (prima dei 40 anni) e con una maggiore frequenza di esacerbazioni e forme gravi; questo gruppo risulterebbe legato all'espressione di determinati markers genetici come HLA-Cw6, HLA-B57 e HLA-DR7.

Nel secondo gruppo i fattori ereditari giocherebbero un ruolo meno prominente; la patologia si manifesterebbe invece in un'età più tardiva (dopo i 40 anni) con un andamento meno grave, e risulterebbe associato all'allele HLACw2.

In ogni caso, la presenza di uno solo dei markers genetici descritti non è sufficiente per l'insorgenza della patologia: più geni supplementari e fattori ambientali (traumi, infezioni, stile di vita, eccetera) sono necessari per il suo sviluppo.

Quindi, appare chiaro che la predisposizione genetica per la psoriasi consista in un modello poligenico particolarmente complesso che fa si che non ci siano, al momento, markers genetici da analizzare per valutare se un soggetto possa o meno sviluppare la psoriasi nel corso della sua vita.

Pertanto, un ruolo fondamentale è rappresentato dalla diagnosi clinica che, se precoce, può consentire un appropriato trattamento e un miglior controllo della malattia. In questo contesto, riveste una importanza cruciale il non trascurare segni minimi come desquamazione persistente al cuoio capelluto, eccessiva secchezza di gomiti e ginocchia, e alterazioni ungueali, soprattutto in soggetti con parenti di primo grado affetti da psoriasi.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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