Capelli d'estate? Con ribes e silicone Come proteggerli da sale e raggi Uv


13 giugno 2015 - 10:46Rassegna stampa


Il dermatologo Fabio Rinaldi: «Il sole blocca la proliferazione cellulare e la crescita del bulbo». Per prevenire il fotoinvecchiamento è bene utilizzar prodotti con filtri solari

Sole, iodio, acqua marina: medicine naturali per stimolare la serotonina, ridurre la ritenzione idrica e riattivare il metabolismo impigrito dal torpore invernale. Alleati del recupero psicofisico, se non fosse che la terapia prevede tempi e dosaggi graduali. Non solo per la pelle: le stesse precauzioni valgono per i capelli, danneggiati dalla salsedine e dall'eccessiva esposizione ai raggi solari. Rischi da non sottovalutare, per non ritrovarsi in autunno con la chioma sotto stress: fragile, opaca, sfibrata. «Il sole blocca la proliferazione cellulare e la crescita del bulbo - sottolinea Fabio Rinaldi, dermatologo, presidente dell'International hair research foundation di Milano - . Per combattere il fotoinvecchiamento consiglio l'uso di prodotti specifici ad alto fattore di protezione, almeno 30, anche in spray». Da applicare più volte nel corso della giornata. Indispensabile il cappello, ne esistono anche con filtri anti Uva e Uvb, durante le gite in barca o le passeggiate in montagna sotto la canicola. Se in estate si intensificano i lavaggi - vuoi per rimuovere i residui di sale e cloro, vuoi per l'aumentata sudorazione - la parola d'ordine dovrebbe essere reidratare. Sì alla detersione, da sfatare la leggenda metropolitana dei lavaggi frequenti nemici del cuoio capelluto, ma curativa. Con shampoo delicato e balsamo filler, nutriente, per ricompattare la fibra capillare e contrastare l'elettricità. Efficaci anche gli oli, di argan e semi di lino, dalle proprietà restitutive e antinfiammatorie. Da evitare, però, sui capelli fini che, a contatto con gli emollienti, si appesantiscono. Con il classico effetto impiastricciato, sgradevole al tatto e alla vista.

A tavola omega 3, frutta rossa e molta acqua

Se il mantra post spiaggia (o piscina) è riparare, la prevenzione inizia invece dalla dieta. I cibi da preferire per una capigliatura invidiabile? «Pesce e noci, ricchi di acidi polinsaturi - suggerisce Ranieri - e frutta rossa dall'elevato potere antiossidante». Fondamentale anche una corretta idratazione: bere molto, acqua o tisane fredde, aiuta a espellere le tossine e a compensare la perdita di liquidi. Oltre all'alimentazione, dagli integratori si possono ricavare sostanze utili per rinforzare la chioma: tra le più efficaci il ribes e l'acido ellagico, estratto dalla buccia di melograno, in capsule o in tintura madre. Dalle estremità, dove i danni del photo-aging sono più evidenti, alle radici. Se la tricoptilosi, l'antiestetico (e diffuso) problema delle punte biforcute, è il cruccio di ogni donna, per eliminarla non si deve per forza ricorrere al taglio. «I derivati del silicone funzionano molto bene - sottolinea l'esperto - malgrado i falsi allarmismi sulla presunta tossicità. Parliamo di una struttura morta, non le assorbirebbe comunque». Il punto, semmai, è un altro: non preoccuparsi solo dell'aspetto estetico, ma anche degli equilibri interni che regolano la salute del capello. «Per stimolare la crescita del bulbo - ricorda Rinaldi - sono disponibili fiale a base di polipeptidi ad alta concentrazione di fattori di crescita».

Al rientro in città maschere e filler

Veniamo alle tinture: in estate sarebbe meglio astenersi o, quantomeno, ritardare il più possibile il ritocco? «Ormai anche i grandi marchi cosmetici offrono prodotti ben tollerati e dalle formulazioni sempre più dolci - rassicura il dermatologo - . Attenzione, invece, alla decolorazione». Tanto più a ridosso della pausa estiva. Emblematico il caso di un adolescente che, dopo la schiaritura estrema, si è ritrovato con la chioma verde: «La madre pensava fosse lo shampoo - racconta Rinaldi - , mentre erano gli alghicidi presenti nella piscina». Banditi i trattamenti aggressivi, l'approccio slow vale anche per l'asciugatura: via piastra e fon, la piega al naturale si addice all'atmosfera rilassata e informale delle vacanze. Le buone pratiche al rientro in città? Impacchi, balsami e maschere in abbondanza, come antidoto alla classica caduta dei mesi autunnali. Se l'autosservazione è il primo passo per tenere sotto controllo le alterazioni - sia la fragilità, l'eccessiva secchezza o il diradamento - quando il problema persiste può essere utile rivolgersi a uno specialista. Consapevoli che i rimedi tampone, in extremis, servono a poco: meglio coccolare la chioma tutto l'anno, con gli stessi rituali con cui si preserva e si nutre la pelle. Per «bei capei d'oro a l'aura sparsi» da musa petrarchesca. Scarmigliati dal vento e imbionditi dai raggi del sole, ma senza l'antiestetico effetto paglia.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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