Volpe: «Il controllo dal dermatologo? Un appuntamento irrinunciabile»


14 agosto 2010 - 17:33Rassegna stampa


Da qualche anno il controllo dal dermatologo è un appuntamento irrinunciabile. Mi faccio analizzare i nei, che possono riservare brutte sorprese. Sotto osservazione anche quello che da sempre spicca sulla mia guancia destra e che avevo fatto registrare nella mia prima carta d'identità, da ragazzina, alla voce segni particolari. Per me oggi non è più un semplice vezzo, ma una minaccia da tenere sotto controllo. È il fattore ereditarietà a farmi paura. E vi spiego perché, sono sicura che capirete.

Nonna Anna, 84 anni e tempra d'acciaio, vive in un paesino di montagna, Cellentino, in Trentino Alto Adige. Un centinaio di abitanti, casette che sembrano quelle di Heidi, la piazza con la chiesetta e la fontana come nei disegni dei bambini. La immagini isolata dal mondo eppure la mia nonnina è stata capace di diagnosticarsi da sola un melanoma. Un giorno di tre anni fa, facendo la doccia, intravide nello specchio uno strano neo sulla schiena. Chiamò mia madre: «Lina, mi devi prenotare una visita dal dermatologo. Io questo neo qui, così scuro, non ricordo di averlo mai avuto». Era l'inizio dell'estate, mamma stava partendo per le vacanze e minimizzò: «Sì, non preoccuparti, a settembre lo facciamo vedere». Finite le ferie, nonna Anna tornò subito alla carica per fare il controllo, e fece bene. Il dermatologo le diagnosticò un melanoma e la operò nel giro di pochi giorni. L'intervento, in anestesia locale e con un solo giorno di ricovero, fu semplice: le fu asportata quella macchia scura e i tessuti circostanti fino a dove il tumore maligno della pelle poteva averli danneggiati.

Quell'episodio fece riflettere molto me e mia madre. In famiglia eravamo abituati ad andare con regolarità dal dentista, dal ginecologo e a fare gli esami del sangue di routine. Da allora abbiamo capito che è necessario fare controlli periodici anche della pelle. Mamma fece la sua prima visita dal dermatologo proprio dopo l'intervento di mia nonna. Be', è stata fortunata. Un neo tra le scapole si rivelò essere un basalioma, un'altra forma di tumore cutaneo, che è molto meno aggressiva del melanoma ma può comunque creare problemi. Con questi precedenti in famiglia, sarete d'accordo con me: non posso permettermi il lusso di trascurare la mia pelle. Il mio dermatologo mi ha spiegato che il rischio di essere colpiti da un tumore cutaneo aumenta nelle persone che hanno almeno un centinaio di nei. Io ne ho meno, ma mi attengo scrupolosamente alle regole di prevenzione. So che la diagnosi la può fare solo lo specialista attraverso un'apposita apparecchiatura che inquadra i nei a uno a uno e li proietta su un monitor ingranditi venti volte, ma so anche che a casa si può osservare ogni puntino e stare attenti a dimensioni e colore: quando la macchia è grossa, con bordi irregolari e molto scura potrebbe trattarsi di un melanoma. E so anche che bisogna proteggersi dai raggi ultravioletti. Non faccio lampade abbronzanti e d'estate evito di espormi al sole nelle ore più calde della giornata. Per me non è una grossa rinuncia: la pelle abbronzata non mi è mai piaciuta.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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