Vitamine per prevenire i tumori della pelle più frequenti


05 giugno 2015 - 13:03Rassegna stampa


Studio australiano presentato al congresso Asco di Chicago: due pastiglie al giorno riducono nei pazienti a rischio (pelle e occhi chiari) la comparsa di nuovi carcinomi

Una pillola di vitamina B due volte al giorno per non ammalarsi di cancro alla pelle. Una strategia molto semplice e poco costosa, che appare efficace nel ridurre il numero di tumori della pelle soprattutto nelle persone che sono più a rischio di svilupparli. La buona notizia arriva dal congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco) in corso in questi giorni a Chicago, dove un team di ricercatori australiani, da sempre particolarmente attenti al tema visto che nel loro continente si riscontra la maggiore incidenza mondiale di queste neoplasie, ha presentato gli esiti del proprio studio.

I tumori più frequenti e legati alle radiazioni solari

La sperimentazione ha coinvolto 386 pazienti che erano già stati operati per asportare almeno due tumori cutanei di tipo non-melanoma nei precedenti cinque anni, ed erano quindi considerati ad elevato rischio di svilupparne altri. Per 12 mesi i partecipanti hanno ricevuto due compresse al giorno contenenti o un placebo o nicotinammide, una forma di vitamina B3: i risultati mostrano una riduzione del 23 per cento nella comparsa di nuovi tumori nel gruppo che aveva assunto le pastiglie vitaminiche. «E' sicuramente una notizia rilevante per la prevenzione del cancro della pelle e in particolare delle due forme più frequenti: il carcinoma basocellulare (o basalioma) e il carcinoma squamocellulare (o spinalioma) - commenta Paolo Ascierto, oncologo della Fondazione Pascale Istituto Nazionale Tumori di Napoli -. Si tratta di tumori che sono dovuti soprattutto all'esposizione eccessiva ai raggi solari e alle scottature che, negli anni, provocano danni al Dna che possono evolvere nella formazione di un tumore. Non sono neoplasie letali come il melanoma e spesso basta l'asportazione chirurgica per eliminarle, ma lo squamocellulare è un pò più aggressivo e nei casi più avanzati può metastatizzare. Mentre il basalioma colpisce spesso il viso, tende spesso a ripresentarsi e nei casi più gravi può arrivare a sfigurare i malati».

Prevenzione riservata a chi è più a rischio d'ammalarsi

I ricercatori del dipartimento di Dermatologia all'Università di Sydney hanno sottolineato che mentre l'acido nicotinico (una forma differente di vitamina B3) può provocare effetti collaterali come mal di testa, arrossamenti e pressione bassa, la nicotinammide non ha mostrato nel trial serie controindicazioni. Anzi, l'assunzione regolare di due pastiglie al giorno ha dato risultati benefici anche sulla cheratosi attinica, altra patologia tipicamente legata al sole e che col tempo può evolvere in basalioma o in carcinoma squamocellulare. Le conclusioni dello studio australiano suggeriscono di prescrivere la cura, che peraltro è molto ben tollerata e poco costosa, a tutte le persone a rischio, «ovvero principalmente chi già avuto precedenti asportazioni di questi tumori - chiarisce Ascierto -. Si tratta soprattutto di persone con fototipo a rischio: chi ha pelle, occhi e capelli chiari ha maggiori probabilità di scottarsi, deve sempre usare protezioni solari ed evitare di esporsi troppo ai raggi ultravioletti». Come gran parte della popolazione australiana, appunto, che sebbene di origini tipicamente Nord europee vive in un continente molto assolato, avendo in dotazione una pelle «inadeguata».

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