Tumori: Veronesi lancia Centro melanoma, obiettivo mortalità zero


17 febbraio 2012 - 09:41Rassegna stampa


Una task force di camici bianchi multidisciplinare e altamente specializzata in forze all'Istituto europeo di oncologia, «armata» di tutti i mezzi a disposizione per la diagnosi ultra-precoce e la cura dei tumori della pelle. Umberto Veronesi presenta oggi a Milano il Melanoma Cancer Center (Mcc) e rilancia il suo slogan: «Obiettivo mortalità zero» anche contro il carcinoma cutaneo più temuto, «primo amore» dello scienziato che proprio al melanoma applicò inizialmente la tecnica del linfonodo sentinella, grazie alla quale ha poi rivoluzionato la chirurgia del cancro al seno.

«Il melanoma può essere completamente eradicato», assicura l'oncologo. «All'inizio del secolo scorso nessuno guariva; 50-60 anni fa la guaribilità era del 10-15%, mentre oggi salviamo oltre l'80% dei malati. Possiamo e dobbiamo arrivare al 100%. Le nostre ambizioni sono ragionate, non è certo pura fantasia», ma «questo traguardo - avverte Veronesi - richiede la mobilitazione della popolazione e soprattutto dei medici di famiglia». E' proprio a loro che l'ex ministro della sanità lancia un appello: «Ogni medico di medicina generale dovrebbe controllare annualmente la pelle dei propri pazienti dai 20 anni in su, e in caso di dubbio inviarli da uno specialista. Il controllo di macchie e nei dovrebbe essere un gesto che fa parte del normale rapporto tra il medico curante e il suo assistito - dice lo scienziato - così come il controllo del battito cardiaco o della pressione».

Per il melanoma, che in Italia colpisce ogni anno circa 7 mila persone e ne uccide 1.500, «la diagnosi precoce è più che mai una questione di vita o di morte», puntualizza Veronesi: «Se la lesione si scopre all'inizio il paziente guarisce, se si arriva tardi il malato muore». La strategia più efficace in futuro, dunque, sarà «la 'bonifica' della pelle di una persona, eliminando i nei per i quali si sospetta una probabile evoluzione in melanoma. Per arrivarci, però, bisognerà superare molte resistenze». Resistono ancora, infatti, alcune delle «false credenze» che in passato hanno portato a «scempi che oggi farebbero rabbrividire». Il principio-guida dell'Ieo, invece, è quello del «minimo trattamento efficace».

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