Tumori: melanoma, fra gli uomini +15% guarigioni in 20 anni


19 dicembre 2013 - 09:47Rassegna stampa


Nel nostro Paese l'84% degli uomini colpiti dal melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo, guarisce. Questa percentuale vent'anni fa era pari a circa il 69%. Un aumento del 15% che non trova invece riscontro fra le donne, dove l'incremento è stato del 6%, passando dall'83 all'89%.

"Non conosciamo esattamente i motivi di questa differenza - afferma Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore dell'Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del 'Pascalè di Napoli -, ma una spiegazione del miglioramento complessivo dei tassi di sopravvivenza a 5 anni può essere trovata nella diffusione capillare delle campagne di prevenzione e nelle terapie sempre più efficaci.

Oggi si stanno aprendo grandi prospettive con l'immunoterapia personalizzata, un approccio che permette di selezionare il paziente in base al 'bersagliò che si vuole colpire".

L'Istituto "Pascale" è all'avanguardia nella sperimentazione delle tecniche diagnostiche e dei trattamenti innovativi, presentati proprio a Napoli nella quarta edizione del "Melanoma Bridge", il convegno internazionale che riunisce fino all'8 dicembre più di 200 esperti da tutto il mondo.

"Nel 2013 si stimano 10.500 nuovi casi in Italia, circa 1000 in Campania - continua Ascierto -. Il 20% è riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Se la malattia è individuata in fase iniziale, è sufficiente la semplice asportazione del neo. Però va posta particolare attenzione ai tatuaggi, che non aumentano il rischio di melanoma ma possono rendere più difficile la diagnosi. I pigmenti infatti ostacolano il monitoraggio dei nei, i cui cambiamenti rappresentano il segnale della trasformazione in forma tumorale. Inoltre il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei preesistenti, per cui i tatuaggi non dovrebbero mai essere eseguiti su lesioni pigmentate". La combinazione dei nuovi trattamenti, in particolare dei farmaci immunoterapici, e la loro somministrazione in sequenza rappresentano la svolta nella lotta contro questo tipo di tumore della pelle. Non solo. "Uno studio guidato dal "Pascalè - sottolinea Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma, Tessuti molli, Muscolo-Scheletrico e Testa-Collo dell'Istituto partenopeo - ha dimostrato l'efficacia dell'associazione costituita da un innovativo anticorpo monoclonale, ipilimumab, con l'elettrochemioterapia. Con questa tecnica, utilizzata finora nel trattamento locale delle metastasi, si ottengono percentuali di successo intorno al 70%. Le cellule tumorali assorbono meglio il chemioterapico somministrato pochi minuti prima, per via endovenosa o localmente, che raggiunge concentrazioni 8 mila volte superiori. Nel nostro studio l'elettrochemioterapia, associata a ipilimumab, ha migliorato in maniera significativa l'efficacia del farmaco. Infatti, oltre il 50% dei pazienti, che avevano in precedenza fatto registrare una progressione del tumore, dopo la sequenza di combinazione costituita da ipilimumab ed elettrochemioterapia, ha evidenziato una riduzione della malattia".

Inserito da segreteria SIDeMaST

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