Tumori: 7000 casi di melanoma l'anno, si abbassa l'età media


09 dicembre 2010 - 18:21Rassegna stampa


Nasce un ponte tra Napoli e gli Stati Uniti per lo studio e la ricerca sul melanoma. Grazie alla capacità di attrarre «cervelli» dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione «G. Pascale», il 6-7 dicembre si riuniranno a Villa Doria D'Angri più di 150 esperti da tutto il mondo nel convegno internazionale Melanoma Research: a bridge Naples-USA, per fare il punto sulle ultime terapie per sconfiggere uno dei tumori più aggressivi. Clinici e ricercatori discuteranno per definire strategie innovative.

Ogni anno nel nostro Paese si registrano 7.000 nuove diagnosi (in Campania 400) e 1.500 decessi per melanoma.

«L'incidenza di questa neoplasia - afferma Paolo Ascierto, Direttore dell'Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del «Pascale» - è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altra (negli ultimi 10 anni infatti si è registrato un incremento di circa il 30%), ad eccezione di quelle maligne del polmone nelle donne. E l'età dei malati si sta abbassando progressivamente. Le cause sono da ricondurre ad abitudini sbagliate nell'esporsi al sole, agli eritemi accumulati durante l'infanzia e all'uso delle lampade abbronzanti, equiparate al fumo sigaretta per rischio cancerogeno».

Anche negli Stati Uniti, dove ogni anno si registrano circa 68mila nuove diagnosi, questo tumore è uno tra i più frequenti nelle persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Tra i relatori del convegno, Francesco Marincola, Direttore della Sezione malattie immunogenetiche e infettive presso il National Institutes of Health (NIH) di Bethesda (USA), il secondo scienziato più citato al mondo per le sue ricerche sul melanoma con oltre 350 pubblicazioni.

«Per la prima volta dopo 30 anni - spiega Marincola -, nel 2010 abbiamo assistito a una svolta nella lotta contro questa forma di cancro grazie alla dimostrazione, da parte di ampi studi di Fase III, che l'immunoterapia è efficace nel migliorare la sopravvivenza. E' necessario ricorrere alla combinazione di terapie che possano attaccare la malattia da diversi fronti. La sfida da vincere è quella di cronicizzare la neoplasia, così come avvenuto in passato con l'HIV e con altre patologie infettive come la tubercolosi. Le difficoltà che affrontiamo sono rappresentate da una incompleta e frammentata comprensione del tumore e della sua biologia immunitaria».

L'NIH e l'Istituto Pascale collaborano da molti anni e questo convegno certifica la convergenza tra le due strutture. Ma quali sono le categorie più a rischio?

«Potremmo definirlo la malattia dei «colletti bianchi» - sottolinea il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma e Tessuti Molli del «Pascale» - perchè si riscontra in particolare tra quelle figure professionali che si espongono al sole per troppe ore e solo in alcuni periodi dell'anno, ad esempio durante la settimana di ferie».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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