Tintarella artificiale: tanti snobbano i rischi


03 maggio 2011 - 15:54Rassegna stampa


Lettini solari, che passione! La pensa così oltre il 15% degli italiani, frequentatori assidui di solarium e centri estetici. Circa 10 milioni di persone, tra i giovani sono 7 su 10, con una forte presenza di minorenni, sono infatti fan accaniti dell'abbronzatura tutto l'anno. Ma tutto questo potrebbe essere in procinto di cambiare: a giorni dovrebbe infatti entrare in vigore una lunga serie di limiti e divieti per esercenti e clienti del sole artificiale.

La fotografia sul fenomeno delle lampade abbronzanti viene da Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, associazione che raccoglie circa 4.600 tra centri estetici e solarium sparsi in tutta Italia. «Molto presto – spiega Papa - il mercato dell'abbronzatura artificiale potrebbe subire una flessione considerevole, difficile ancora da stimare in modo preciso, ma quantificabile in qualche milione di clienti: i minorenni».

Sono state infatti definite le schede tecniche relative alle apparecchiature per l'utilizzo estetico, tra cui le lampade abbronzanti. «Con questo provvedimento, che dovrebbe essere pubblicato a giorni sulla Gazzetta Ufficiale, viene stabilito con certezza quali apparecchiature sono idonee e quali sono vietate nei centri estetici. I lettini solari, ad esempio, dovranno avere un'irradianza a norma da 0,3 W/m2. In buona sostanza - spiega Papa - se le vecchie lampade assicuravano un'esposizione 6-7 volte maggiore rispetto a quella del sole, ora, con le nuove macchine, quest'esposizione è equiparata: 15 minuti di lampada devono corrispondere a 15 minuti al sole».

I giovani, in particolare, peccano di qualche leggerezza sotto il sole. Conoscono i rischi legati alla tintarella selvaggia, i nomi dei tumori e le loro cause, ma solo poco più di uno su dieci dice di proteggersi, mentre il 40% non lo fa mai. Se le ragazze sono più informate dei maschi, anche loro non resistono alla tentazione di qualche lampada di troppo. A «fotografare» gli adolescenti italiani è un'indagine della Clinica dermatologica dell'Università dell'Aquila, condotta attraverso dei questionari su 1.204 alunni di licei e istituti tecnici in Abruzzo.

Il lavoro sarà presentato in occasione del 86° Congresso nazionale SIDeMaST (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), che vedrà oltre mille dermatologi a Verona dal 18 al 21 maggio. L'appuntamento cade a pochi giorni dall'Euromelanoma Day, che si tiene lunedì 16, campagna pan-Europea di informazione e screening, condotta da dermatologi di strutture universitarie, ospedaliere o che svolgono attività privata, con l'obiettivo di informare i cittadini sui tumori della pelle, promuovendone la prevenzione. «L'indagine é stata condotta tramite un questionario di dieci domande, riguardanti la conoscenza dei tumori cutanei e il comportamento nei confronti dell'esposizione solare», spiega la professoressa Ketty Peris, direttore della Clinica Dermatologica dell'Università dell'Aquila.

«Nel rapporto con il sole abbiamo notato anche alcuni aspetti di comportamento diverso nei due sessi - aggiunge Peris - Ad esempio le ragazze sono più informate sui rischi, eppure non rinunciano ai lettini solari. Inoltre, se devono proteggersi dal sole, preferiscono mettersi sotto l'ombrellone o andare in posti all'ombra, mentre i ragazzi restano comunque sotto il sole, indossando però una maglietta e il cappellino». Altro dato emerso dall'indagine è l'influenza notevole del dermatologo nel veicolare le informazioni di prevenzione. Il 90% degli intervistati afferma infatti di conoscere le nozioni di base proprio grazie alle spiegazioni dello specialista.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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