Stop al sole artificiale, Senato francese contro raggi uva


04 agosto 2012 - 10:24Rassegna stampa


Vietare le lampade abbronzanti a raggi Uva e solarium per tutti: in Francia la guerra contro la tintarella artificiale ingrana una marcia in più.

Fino ad ora il passo più lungo nel fronte dei Paesi anti-Uva è stato vietare i lettini abbronzanti ai minorenni e alle donne incinte. Ora un gruppo di senatori francesi ha invece chiesto di andare oltre e ha proposto per la prima volta di mettere al bando tutte le lampade abbronzanti destinate a uso estetico e non medico. Lo scopo è di «evitare un futuro scandalo sanitario», si legge nel rapporto finale di una missione parlamentare istituita dopo lo scandalo delle protesi al seno difettose. La vicenda delle Pip ha sconvolto il Paese tanto da spingerlo a pensare una nuova regolamentazione dei dispositivi medici e degli interventi a fini estetici.

I senatori francesi prendono di mira soprattutto i raggi ultravioletti usati per dorare artificialmente il corpo, ma i cui effetti dannosi per la salute sono confermati. I rischi di cancro alla pelle sono stati accertati dal Centro internazionale di ricerche sul cancro dell'Oms, che ha classificato definitivamente come «cancerogene» le lampade a raggi Uva. In Francia gli ultimi dati del 2011 in materia di melanoma sono pesanti: stando all'Istituto nazionale del Cancro (Inca) 1.600 persone muoiono ogni anno in Francia a causa di un melanoma.

Quello dei raggi ultravioletti resta tuttavia un mercato fiorente Oltralpe: a fare la lampada è il 16% dei francesi, i quali hanno a disposizione circa 18.000 solarium in tutto il Paese. «Gli Uva sono inefficaci, non preparano all'abbronzatura naturale e non producono vitamina D. Il loro principale pericolo é il melanoma», ha insistito il socialista Bernard Cazeau, presentando alla stampa il rapporto dal titolo Salute, bellezza, una priorità: la sicurezza.

I soli raggi ultravioletti a restare autorizzati sarebbero dunque quelli a scopi medici, in particolare per il trattamento della psoriasi. Il rapporto propone di disciplinare anche la fotodepilazione a luce pulsata per via dei rischi accertati di ustione alla pelle. Questo tipo di depilazione «é totalmente inefficace a basse intensità - ha dichiarato Cazeau -, mentre a più alte intensità diventa pericolosa se praticata da persone inesperte».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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