Sole «nemico» di 4 milioni di italiani con acne e dermatite


17 maggio 2011 - 11:07Rassegna stampa


Complici del buonumore, «interruttori» per la vitamina D e il metabolismo del calcio, i raggi del sole possono rivelarsi dei «nemici» per 4 milioni di italiani con acne, rosacea e dermatite atopica. Per loro la tintarella può diventare un problema.

«Contrariamente a quanto si crede, il sole tende a peggiorare alcune condizioni e i filtri solari possono scatenare reazioni in chi, per esempio, ha una pelle atopica (secchezza estrema) o allergica», spiega Piergiacomo Calzavara-Pinton, direttore della clinica dermatologica all'università degli Studi di Brescia, oggi a Milano. Le vacanze in riva al mare rischiano così di diventare una tortura.

Non solo per gli adulti con problemi della pelle, ma anche per gli adolescenti alle prese con i primi brufoli. «L'acne colpisce quasi l'80% degli adolescenti, circa 2,5 milioni di ragazzi, e la sua forma tardiva tra il 10 e il 20% degli adulti tra i 28 e i 40 anni», sottolinea Giuseppe Monfrecola, professore ordinario di dermatologia all'università Federico II di Napoli. «In molti più casi di quanto si pensi questi problemi, che potrebbero a prima vista sembrare banali, provocano veri e propri traumi psicologici e non solo negli adolescenti».

Acne, ma anche rosacea che colpisce il 5% degli adulti tra i 30 e i 50 anni, con una proporzione tra donne e uomini di 2 a 1, e dermatite atopica, un problema per circa l'1% degli adulti e il 10-20% dei bimbi tra 0 e 12 anni.

«Per godere di tutti gli effetti benefici dei raggi del sole, gli Uva e gli Uvb, dobbiamo essere certi di proteggere la pelle dai danni cellulari che il sole provoca. I raggi solari in eccesso non solo sono alla base del fotoinvecchiamento o di scottature, ma nel tempo possono causare tumori della pelle, fino ai melanomi», afferma Giuseppe Argenziano, dermatologo dell'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. L'esperto ricorda che in Italia sono 9 mila ogni anno le nuove diagnosi di melanoma, ma il controllo dei nevi mediante dermatoscopia, metodica non-invasiva e semplice, non è purtroppo ancora entrato nelle buone abitudini degli italiani.

«Nei moderni solari - osserva Giovanni Leone, direttore del Servizio di fotodermatologia dell'Istituto dermatologico San Gallicano di Roma - oltre ai principi attivi filtranti o riflettenti possono essere contenute sostanze che hanno il compito di proteggere le cellule epidermiche dal danno provocato dai raggi solari. Si possono associare complessi antiossidanti, che contribuiscono a ridurre il danno provocato dallo stress ossidativo e dai radicali liberi a livello cutaneo. Alcuni solari contengono anche sostanze che proteggono e stabilizzano le membrane cellulari, come ad esempio l'ectoina. L'ectoina, scoperta in alcuni batteri che sopravvivono nel deserto e in zone molto soleggiate e aride, ha il compito di proteggerli da condizioni estreme».

Inserito da segreteria SIDeMaST

La rassegna stampa contiene articoli di interesse dermatologico tratti da testate nazionali e non intende fornire una revisione critica né essere una fonte di notizie scientificamente validate. Si accettano (e sono bene graditi) commenti da parte dei soci esperti nel settore.

Lascia un commento sul sito e rispondi all'autore

I commenti sono soggetti a moderazione: non saranno pubblicati immediatamente ma dovranno essere approvati dalla segreteria.

Eventi SIDeMaST

Stato iscrizione