Sole di primavera, trucchi e consigli per un'abbronzatura perfetta


04 May 2010 10:15 Rassegna stampa


Desiderato anche se pallido. Spesso invisibile, dietro le nuove, ma non per questo meno insidioso. Il sole di primavera non va sottovalutato, soprattutto quando si ha a cuore la pelle, spiega a SaluteOggi Giovanni Leone, direttore del servizio di fototerapia dell`Istituto Dermatologico S. Gallicano IRCCS di Roma.

La tentazione è esporsi senza troppe precauzioni, «tanto il sole di primavera...». E invece meglio fare attenzione, «innanzitutto perché la pelle non è preparata, visto che non ha avuto il tempo di mettere in atto quei meccanismi protettivi che richiedono un certo tempo, come la progressiva abbronzatura graduale, che si sviluppa dopo ripetute esposizioni», ricorda Leone. «In secondo luogo perché non tutti sanno che il sole di maggio è, in quanto a intensità, equivalente a quello di agosto», precisa il dermatologo. Infatti il massimo dell'intensità si raggiunge il 21 giugno. Fino a quella data è in crescendo, poi inizia a calare.

Tre regole semplici per preparare la pelle? «Esporsi gradualmente, ovvero incrementare i tempi di esposizione di 15-30 minuti ogni volta, ma non di più - risponde lo specialista - Usare all'inizio una crema solare con un fattore di protezione alto (+ di 30) per i fototipi chiari che si scottano facilmente e media (15-20) per gli altri ed evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata».

Pericoloso prepararsi con sedute intensive di lampade, oltre che inutile, ricorda Leone, «perché l'abbronzatura provocata dalle lampade abbronzanti è causata dai raggi UVA ad alta pressione quindi è poco duratura e poco protettiva».

Infine il capitolo-integratori. Servono davvero per un'abbronzatura più sicura? «Esistono oggi in commercio ottimi integratori alimentari, le cosiddette «pillole abbronzanti» a base di sostanze naturali, come il betacarotene e il licopene, e di probiotici, che aiutano la pelle ad adattarsi al sole limitando i danni, ma - suggerisce il dermatologo - vanno presi almeno un mese prima del periodo di esposizione al sole».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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FonteASCA
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