Salute: allarme dermatologi, quasi 20 milioni di italiani a rischio acne


03 ottobre 2013 - 17:06Rassegna stampa


L'acne non è assolutamente una cosa da ragazzi. Anzi, spesso e volentieri persiste anche oltre l'età adolescenziale, tanto che oltre 19 milioni di adulti, esattamente la metà degli italiani di età compresa tra i 15 e i 64 anni, sono potenzialmente a rischio. Lo rivela la Prof.ssa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia all'Università "Federico II" di Napoli, presso la quale è responsabile da più di 10 anni di un ambulatorio interamente dedicato all'acne, ma soprattutto membro dell'Italian Board dell'Acne Day 2013, di scena oggi e domani a Milano. Se è vero che questa fastidiosa patologia della pelle interessa più dell'80% degli adolescenti italiani e oggi molti sono gli strumenti che i dermatologi hanno a disposizione per debellarla, è altrettanto un dato di fatto che il disturbo continui a manifestarsi anche in età adulta interessando fino al 50% della popolazione.

Un trend, questo, che trova riscontri anche all'estero.

Basti pensare che, secondo un recente sondaggio CSA, il 60% dei francesi tra i 15 e i 69 anni hanno avuto l'acne, percentuale che sale al 73% se si considera la fascia d'età compresa tra i 15 e i 34 anni, fino ad arrivare al dato secondo cui un 25enne su 4 è affetto da tale problema. Anche in Spagna - scrive il settimanale Hola - sempre più adulti, specialmente donne, ne sono colpiti, anche se in giovane età non ne erano affetti.

"Che ci sia una relazione tra l'acne e la dieta - spiega la dermatologa - è noto da alcuni anni: uno studio sottolinea che l'acne è una condizione rara nelle società con più alto consumo di acidi grassi omega-3 piuttosto che omega-6. La somministrazione dei primi sotto forma di olio di pesce, infatti, può sopprimere la produzione di citochine infiammatorie e quindi ridurre la gravità dell'acne, soprattutto nelle persone che ne sono affette in forma moderata o grave". Inoltre è importante mangiare alimenti ad alto contenuto di vitamina A, vitamina D e zinco, mentre latticini e dolci devono essere presenti molto raramente in questo regime alimentare.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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