Salute: abbronzatura in sicurezza, le regole dell'esperto


29 aprile 2010 - 12:22Rassegna stampa


Le creme protettive devono schermare sia i raggi UVA che UVB, e non solo uno dei due tipi di radiazioni. La crema antisolare deve essere adatta al proprio fototipo - più la pelle e gli occhi sono chiari, più ci si deve proteggere - e l'uso della lozione protettiva non deve servire da scusa per poter stare al sole più tempo: «Anche con la crema spalmata su ogni parte del corpo si deve evitare di esporsi troppo al sole, soprattutto nelle ore più calde della giornata, tra le 12 e le 15», spiega Pier Giacomo Calzavara Pinton, direttore della Clinica Dermatologica di Brescia e membro del consiglio direttivo di SIDeMAST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse).

Sono alcune delle regole per evitare scottature e affini: con l'arrivo di giornate calde e soleggiate la tentazione di andare al mare appena si può è sempre più forte, spiega l'esperto. Ma la protezione della pelle deve essere sempre al primo posto, anche in questo periodo dell'anno.

Usare la crema non basta, continua l'esperto. Per far funzionare al massimo il potere antisolare, «se ne devono spalmare circa 2 mg ogni centimetro quadrato di pelle, altrimenti la funzione protettiva è minore. Il che significa, per una persona di media corporatura, usarne almeno 40 mg a volta, fino a realizzare uno strato ben visibile su ogni parte del corpo. Ma è davvero raro che accada».

Occhio, poi, a gel e creme spray: «Si spalmano più facilmente e con meno fatica, e il risultato è che non ne applichiamo una quantità sufficiente». Ultimo consiglio, poi, per gli uomini il cui cuoi capelluto non è più ben protetto dai capelli: «Non dimenticate di coprire per bene la testa. Il sole ci guarda dall'alto, e la testa è proprio la parte più bersagliata dalle radiazioni».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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