Rosacea. In Italia oltre 3 milioni le persone colpite. I consiglio degli esperti al Congresso SIDeMaST


26 aprile 2015 - 13:03Rassegna stampa


La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi. Con l'intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci.

Molti la confondono con la couperose, ma il nome corretto è rosacea, una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance il naso e le palpebre. Si presenta con rossore, eritema persistente, pustole, capillari superficiali, pelle del viso secca. Per le sue caratteristiche, per l'andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche è bene non sottovalutarla

In Italia sono 3.200.000 le persone colpite da rosacea, circa il 7-8% della popolazione adulta. La malattia è sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi.

Le cause della rosacea non sono ancora completamente chiare, si sa che l'infiammazione è alla base di questa patologia e diversi trattamenti possono migliorare la condizione clinica dei pazienti. Con l'intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche più efficaci, presentate in occasione del 90° Congresso Nazionale SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea sono state redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, e con il contributo incondizionato di Galderma.

L'arrossamento del viso associato alla rosacea condiziona a livello emotivo (88% dei casi), sociale (77%), lavorativo (78%) e nel comportamento relazionale (72%) come ha dimostrato una recente indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, condotta dall'istituto di ricerca Face Value per conto di Galderma in occasione della campagna di sensibilizzazione sulla mallattia "Act On Red".

"La maggior parte delle persone è convinta che il rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle. Al contrario, la rosacea è una malattia e in quanto tale va diagnosticata e curata - afferma Giampiero Girolomoni - Presidente SIDeMaST, Dipartimento di Medicina, Sezione di Dermatologia, Università di Verona - La rosacea acquisisce la dignità di malattia solo nella sua manifestazione più conclamata quando papule, pustole e ispessimento della pelle hanno già aggravato le condizioni del paziente, mentre il semplice rossore viene ignorato. Invece di risolvere il problema alla radice, le persone affette da rosacea cercano di camuffare l'infiammazione cutanea con l'impiego di cosmetici che, contenendo alcool o profumo, peggiorano la condizione della pelle aumentandone l'infiammazione e l'irritazione; la rosacea è una malattia e come tale va trattata. Oggi esistono tanti rimedi che possono migliorare questa condizione ma, se non curata la rosacea si aggrava e dalle forme più lievi si passa a quelle più gravi".

"In Italia, secondo le stime più realistiche, sono 3.200.000 le persone malate: circa il 7-8% della popolazione adulta. Nonostante l'elevata incidenza, la rosacea è spesso non riconosciuta e sottostimata. Solo una persona su 10 riceve una diagnosi ufficiale. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si può presentare con una varietà di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie - dichiara Giuseppe Monfrecola - Sezione di Dermatologia, Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II. Al suo stadio iniziale è infatti spesso confusa con la couperose. L'arrossamento della cute causa un profondo stress emotivo in chi ne è affetto, prosegue Monfrecola. Una recente indagine sulla percezione globale dell'arrossamento del viso associate a rosacea ha dimostrato come questa condizione influenza in maniera negativa la sfera emotiva e sociale dell'individuo. Ne è risultato che la persona con rosacea è fortemente condizionata a livello emotivo: prova imbarazzo per il giudizio altrui (58%), sul luogo di lavoro si sente imbarazzato nei rapporti con i propri colleghi (32%), ha una minore sicurezza nell'affrontare colloqui di lavoro (27%). Nei rapporti sociali prova imbarazzo per il giudizio di famigliari o amici (23%), è a disagio nel fare nuovi incontri (33%) ed è imbarazzata per il giudizio del proprio compagno/a (25%)".

"Negli ultimi anni la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea, conclude Giuseppe Micali - Sezione di Dermatologia e Venereologia, Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche, Università di Catania. Ciò ha anche consentito l'elaborazione e l'introduzione sul mercato di nuovi e validi trattamenti che, se utilizzati in tempo e in maniera appropriata, sono in grado di tenere sotto controllo segni e sintomi della malattia. La ricerca scientifica ha prodotto risultati interessanti per il trattamento della rosacea in tutte le sue manifestazioni. Oltre ai farmaci già disponibili, tra cui la brimonidina tartrato, una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall'ivermectina, la molecola che in fase di studio ha mostrato ottimi risultati. Per questo motivo è indispensabile che il paziente, a fronte di sintomi riconducibili alla rosacea, si rechi tempestivamente dal dermatologo di fiducia".

Inserito da segreteria SIDeMaST

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