Psoriasi sulle unghie, speranze da un'erba cinese


04 agosto 2015 - 09:31Rassegna stampa


L'Indigo naturalis pare dia un miglioramento delle lesioni ungueali e cutanee. Tante cure già disponibili, ma ne servono di più efficaci, comode, con meno effetti collaterali

Un'erba cinese potrebbe essere utile per curare la psoriasi sulle unghie, che ha un impatto non trascurabile sulla qualità di vita di chi ne soffre, visto che le mani sono una zona molto visibile. In Italia, sono due milioni e mezzo le persone che convivono con la psoriasi e circa la metà ne porta i segni anche a livello ungueale, con manifestazioni molto differenti. Le unghie, in pratica, possono diventare friabili, ispessirsi, sfaldarsi o presentare macchie e solchi. Una piccola sperimentazione, che ha coinvolto un numero esiguo di pazienti ed è stata pubblicata recentemente sulla rivista scientifica JAMA Dermatology , ha infatti dimostrato l'efficacia dell'estratto di Indigo naturalis, pianta ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese.

Sperimentazione su 28 pazienti

Precedenti studi avevano già indicato come differenti forme di Indigo naturalis (polvere blu scura avente come principio attivo l'indirubina e ottenuta dalle foglie di piante quali Baphicacavthus cusia, Polygonum tinctorium, Isatis indigotica, Indigofera tinctoria) potessero svolgere un ruolo nella terapia delle lesioni psoriasiche su pelle e unghie. Recentemente i ricercatori dell'Università di Taiwan hanno testato un estratto naturale di Indigo in olio su un campione di 28 pazienti, ai quali per sei mesi è stato applicato su una mano il trattamento sperimentale e sull'altra un prodotto a base di calcipotriolo, comunemente utilizzato come terapia standard della psoriasi. Le loro conclusioni indicano che l'olio riesce a ridurre l'infiammazione e la crescita in eccesso di cellule della pelle che sono alla base della malattia. E, inoltre, aiuterebbe a curare le lesioni cutanee. «Il trial - commenta Giuseppe Micali, direttore della Clinica Dermatologica dell'Università di Catania - è stato fatto per valutare l'efficacia e la tollerabilità dell'Indigo naturalis verso il calcipotriolo, applicati due volte al giorno sulle lamine ungueali delle mani per metà anno. Gli esiti hanno evidenziato come le unghie trattate con l'olio a base di Indigo presentassero un miglioramento del valore del NAPSI (un indice di valutazione dell'interessamento ungueale) del 51,3 per cento rispetto a quelle trattate con calcipotriolo il ( 27,1 per cento). L'estratto naturale inoltre è risultato maggiormente tollerato, determinando solo in due dei pazienti trattati effetti indesiderati (irritazione) contro i 10 trattati con il farmaco».

Tante le terapie oggi a disposizione, ma ne servono di più efficaci e comode

Come affermano gli stessi autori della sperimentazione, nonostante le conclusioni interessanti, servono conferme su numeri molto più ampi di pazienti e studi possibilmente svolti in più centri. Certo è che «il trattamento dell'onicopatia psoriasica può essere di difficile gestione - continua Micali -. Nel complesso, sia a causa della struttura anatomica delle unghie sia per la difficile veicolazione dei principi attivi a livello della lamina ungueale, la psoriasi ungueale risulta frequentemente resistente alla maggior parte delle terapie ad oggi in uso, che in genere inducono remissioni di breve durata e richiedono trattamenti prolungati e spesso gravati da importanti effetti collaterali. Molte delle terapie inoltre richiedono modalità di somministrazione spesso noiose, fastidiose e dispendiose sia in termini economici che temporali». Ad oggi i principali trattamenti proposti per l'onicopatia psoriasica includono farmaci topici (corticosteroidi ad elevata potenza, tazarotene, derivati o analoghi della vitamina D3), iniezioni intralesionali di steroidi, PUVA terapia, terapie sistemiche convenzionali (metotrexate, acitretina, ciclosporina) e farmaci biologici (adalimumab, etanercept, golimumab, infliximab, ustekinumab). «E' importante non solo avere a disposizione rimedi nuovi ed efficaci, ma anche che i pazienti consultino tempestivamente il dermatologo senza trascurare il problema - conclude l'esperto - perché la localizzazione ungueale può rappresentare un indice importante di gravità della psoriasi e un segno di aumentato rischio di coinvolgimento delle articolazioni».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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