Psoriasi, si può ricreare il mare nella vasca da bagno?


26 marzo 2016 - 09:51Rassegna stampa


Alcune malattie della pelle, compresa la psoriasi, possono beneficiare dell'utilizzo dell'acqua di mare (nota come talassoterapia: dal greco terapia del mare) in virtù degli effetti chimici, termici, meccanici ed immunologici.

L'acqua di mare può essere considerata l'acqua minerale più completa in quanto contiene quasi tutti gli elementi esistenti in natura, compresi diversi sali minerali dotati di azione anti-infiammatoria, antiossidante e antipruriginosa.

L'associazione di balneoterapia con acqua di mare e l'esposizione solare sono ritenuti efficaci nel trattamento di forme lievi e moderate di psoriasi.

E non ci sono particolari controindicazioni all'utilizzo dell'acqua di mare a scopo curativo.

Una località ideale per la talassoterapia è il Mar Morto, un lago situato tra Israele e la Giordania, nella depressione più profonda della Terra (a 420 metri sotto il livello del mare), generatosi nel corso dei millenni per effetto dell'evaporazione delle sue acque, che è anche causa della sua forte salinità, correlata altresì alla sua particolare composizione in sali minerali, tra cui spicca il magnesio in grado di trattenere l'acqua nei tessuti cutanei con effetto idratante.

Queste caratteristiche delle acque del Mar morto, la ventilazione delle spiagge e l'aria molto ricca di ossigeno insieme alle peculiari radiazioni solari creano delle condizioni ambientali ideali e benefiche sulla psoriasi.

Premesso che non vi sono dati scientifici che attestino la reale efficacia dei soli sali piuttosto che la combinazione con le radiazioni solari (che invece sono sicuramente dotati di attività terapeutica) la talassoterapia si può fare anche a casa propria riempiendo la vasca da bagno con circa 250 grammi di sali del Mar Morto (o secondo le indicazioni suggerite in base al tipo di sali utilizzati) che si possono acquistare in negozi specializzati (come ad esempio farmacie o erboristerie).

In genere si consiglia di rimanere immersi in vasca per circa 20 minuti, aumentando progressivamente il tempo nelle volte successive, sino ad un massimo di 30 minuti. La temperatura dell'acqua deve essere di circa 37-38 gradi e i bagni possono essere ripetuti anche due o tre volte alla settimana.

Molti pazienti dicono di trarne sollievo e vista la sostanziale assenza di "effetti collaterali" non c'è ragione per non provare, se lo si desidera. Tenendo però presente che da questi bagni ci si può aspettare un buon effetto idratante (che quindi migliora lo stato di salute della cute), senza però che vi siano dimostrazioni scientifiche per quanto riguarda un effetto diretto sulla psoriasi, circa il quale permangono ancora molte riserve.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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