Psoriasi nei bambini, finalmente sono in arrivo cure mirate


11 giugno 2016 - 08:50Rassegna stampa


Circa 70mila minorenni italiani devono fare i conti con le lesioni cutanee, ma la maggior parte delle terapie non è testata per uso pediatrico. Ecco i trattamenti più adeguati

La psoriasi in bambini e ragazzi è più frequente di quanto si creda. Se è vero che la malattia, che interessa circa 2 milioni e mezzo di italiani, può presentarsi a qualsiasi età e che il picco di insorgenza si registra tra i 20 e i 40 anni, in un terzo dei pazienti compare prima della maggiore età. Nel complesso, quindi, sono circa 70mila i giovani e giovanissimi pazienti italiani che devono fare i conti con queste lesioni cutanee. La maggior parte dei farmaci impiegati per trattare le forme moderate e severe di questa patologia, però, non sono state studiate sistematicamente sui più piccoli e non è ben definito quale sia il trattamento migliore nei giovani malati. Proprio per stabilire quale sia il migliore modo di procedere, un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato i dati relativi a un gruppo di 60 bimbi e adolescenti curati, per almeno un anno, con medicinali differenti.

Diverse opzioni da utilizzare come cura di prima linea

La psoriasi è una malattia non trasmissibile (non è infettiva né contagiosa) che si manifesta come un'infiammazione della pelle, solitamente di carattere cronico e recidivante. È una patologia eritemato-desquamativa: sulla pelle compaiono chiazze rossastre, rotondeggianti, eritematose, sulle quali si formano delle squame di colore argenteo, dovute a un ricambio cellulare a livello dell'epidermide che nel paziente psoriasico è 5-10 volte superiore rispetto al turn over normale (in pratica la pelle si secca e "si sfoglia" più velocemente del solito). Nel loro studio, pubblicato sul Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia, gli esperti hanno concluso che attualmente esistono diverse opzioni da utilizzare come cura di prima linea nei giovani pazienti e la ciclosporina (che agisce sul sistema immunitario, rallentandone l'attività e quindi riducendo l'aggressione dei linfociti T alle cellule della pelle) è al momento quella preferita.

In arrivo farmaci studiati su bambini e adolescenti

«Abbiamo condotto questo studio nell'ambito del gruppo di Dermatologia Pediatrica della SIDEMAST, la Società Italiana di Dermatologia, perché formalmente non esistono terapie studiate in maniera adeguata nei bambini - spiega Vito Di Lernia, dermatologo presso l'Arcispedale Santa Maria Nuova IRCCS di Reggio Emilia e primo autore della ricerca-. Paradossalmente l'unico farmaco approvato per l'utilizzo in età pediatrica (etanercept) può essere somministrato solo come seconda linea, ovvero in caso di mancanza di risposta ad altri trattamenti che però sono privi di indicazione registrata nella psoriasi infantile. Si ricorre perciò a terapie dell'adulto in assenza di studi che ne abbiano documentato efficacia e sicurezza in età pediatrica. In assenza di linee guida, il nostro studio aveva l'obiettivo di tracciare le modalità di approccio alla terapia e ha mostrato come la ciclosporina venga utilizzata spesso come prima terapia, ma è un farmaco non autorizzato per l'uso nella psoriasi pediatrica. Fortunatamente le cose stanno per cambiare, perché sono in arrivo trattamenti studiati appositamente nel bambino e nell'adolescente, quali adalimumab e ustekinumab, che appartengono alla categoria dei farmaci biologici».

Giovani penalizzati anche se soffrono di forme lievi

La mancanza di terapie appositamente studiate e testate sui più piccoli resta un problema anche nei tipi meno gravi di psoriasi. «Le forme lievi - chiarisce Di Lernia - vengono trattate con prodotti topici (gel, creme, unguenti, lozioni da applicare direttamente sulle lesioni) nel bambino come nell'adulto. Purtroppo anche in quest'ambito i bambini sono penalizzati dalla mancanza di studi clinici per cui i farmaci di più recente introduzione, derivati dalla vitamina D, non hanno indicazione registrata e quindi non sono rimborsati per l'età pediatrica. Rimangono i cortisonici, che però devono essere applicati con attenzione seguendo le indicazioni del dermatologo. Sono disponibili prodotti emollienti e cheratolitici, che possono aiutare a tenere più morbida la pelle».

Sport, dieta, sole e attenzione al disagio emotivo

Che altro si può fare per migliorare la malattia nei più giovani? «Anche una moderata esposizione al sole, come è noto, è un elemento che può aiutare, ma ovviamente solo nella stagione estiva e con le dovute precauzioni per evitare scottature - risponde l'esperto -. Inoltre sappiamo che l'obesità è un fattore di rischio associato alla gravità della psoriasi e alla scarsa risposta alla terapia: per questo bisogna favorire un'alimentazione corretta priva di grassi saturi, di zuccheri e un'attività sportiva che riduca le ore passate davanti a tv e videogiochi. Infine, la psoriasi nell'infanzia e nell'adolescenza può causare un grave impatto emotivo: i ragazzi possono andare incontro ad ansia o depressione e rischiano di chiudersi nei confronti del mondo esterno. È bene riconoscere certi campanelli d'allarme, certi cambiamenti di carattere e ricorrere alle cure dello specialista anche quando le manifestazioni cutanee dei ragazzi non sembrano così gravi».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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