Psoriasi, la terapia viene davvero condivisa con il paziente?


18 luglio 2016 - 08:50Rassegna stampa


La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a decorso cronico recidivante che si manifesta con placche arrossate ricoperte da squame bianco-argentee, più spesso localizzate a gomiti, ginocchia, testa e regioni palmo-plantari.

La sua gravità può variare da forme gravi e diffuse a forme molto lievi e circoscritte, che possono avere egualmente impatto negativo sulla qualità di vita in quanto causa di disagio anche nei rapporti interpersonali. Nei pazienti psoriasici possono inoltre coesistere altre problematiche (quelle che i medici chiamano comorbidità), quali artrite, depressione, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, che fanno della psoriasi una "malattia sistemica".

E' quindi importante che il paziente si rivolga e affidi a centri specializzati dove il dermatologo imposterà la cura più appropriata per tenere sotto controllo la psoriasi. La terapia, topica (creme, pomate, gel, unguenti), fisica (fototerapia) o sistemica (tradizionale o con farmaci biologici), andrà scelta in base alle caratteristiche del paziente (età, sesso, patologie concomitanti, attività lavorativa) e della psoriasi (gravità, estensione, resistenza a trattamenti precedenti) nonché alle comorbidità presenti, alla qualità della vita, alle capacità di autogestirsi e alla situazione familiare.

La gestione del paziente presuppone una presa in carico globale, che deve tener conto, oltre che delle manifestazioni cutanee, anche delle comorbidità, ma anche degli aspetti relativi all'alimentazione, all'attività fisica, allo stile di vita ed all'approccio cosmetologico (uso corretto di detergenti, idratanti, fotoprotettori) che andranno personalizzati.

Prima di iniziare una terapia, è opportuno che il paziente venga informato sulla benignità e l'andamento della psoriasi e che venga istruito circa l'importanza di evitare di curarsi da solo o di ricorrere a cure non adatte, evitando fattori (traumi, ustioni solari, grattamento, distacco delle squame) in grado di peggiorare la psoriasi.

Il paziente deve poi essere sempre coinvolto nella scelta della terapia, condividendo con il dermatologo le proprie preferenze, ma anche le modalità d'uso dei farmaci, così da favorire una maggiore aderenza alla terapia. Di contro, la delusione dovuta all'inefficacia delle terapie, il timore della comparsa di effetti collaterali, la complessità o scomodità, la scarsa accettabilità cosmetica ed il lungo tempo necessario per le applicazioni topiche, i costi della terapia (in alcuni casi a carico dell'interessato), la scarsa chiarezza delle istruzioni o indicazioni, potrebbero favorire un'insufficiente aderenza alla terapia da parte dei malati. È infine importante raccomandare al paziente di sottoporsi a follow-up periodici al fine di monitorare i risultati della terapia e prevenire, quando possibile, l'insorgenza di complicanze associate sia alla psoriasi che alla terapia.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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