Psoriasi, i campanelli d'allarme da non sottovalutare


25 ottobre 2016 - 13:15Rassegna stampa


Diagnosi precoce, trattamenti tempestivi, migliore qualità di vita. La sequenza è valida anche per la psoriasi. Prima si riconosce questa malattia infiammatoria della pelle, prima si può intervenire per gestirla nel modo migliore possibile e assicurare alla persona colpita una buona qualità di vita. Questo perché la psoriasi resta ancora senza cura definitiva e impatta notevolmente sulla vita quotidiana di chi ne è affetto. Trascurare questi aspetti significa esporre il paziente psoriasico a ulteriori rischi per la salute: dalle malattie reumatiche, come l'artrite psoriasica, alle malattie cardiovascolari, tutte possibili complicazioni della psoriasi.

Per avvicinare queste persone alle ultime terapie disponibili o per fare diagnosi in caso di sospetta psoriasi Humanitas apre le sue porte con l'Open Day Psoriasis il prossimo 22 ottobre offrendo visite gratuite su prenotazione. Gli specialisti dell'ospedale, i dermatologi ma anche un reumatologo, saranno a loro disposizione.

Le spie della psoriasi

La psoriasi è una patologia che può interessare le unghie e la pelle e si manifesta con le tipiche squame biancastre spesso localizzate su schiena, gomiti e ginocchia ma anche su cuoio capelluto, palmi di mani e piedi. Le lesioni provocano dolore e prurito. «L'open day è anche l'occasione per dare risposte a chi non crede di soffrire di psoriasi ma si riconosce in questi campanelli d'allarme: macchie rosse e desquamanti ai gomiti e/o alle ginocchia, forfora persistente da mesi o anni nei capelli, desquamazione e/o ispessimento al palmo delle mani e piante dei piedi», ricorda il professor Antonio Costanzo, responsabile dell'Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Humanitas University.

Geni e ambiente

Sebbene sia più comune tra i 50 e i 69 anni, dice l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), la psoriasi può sorgere a qualsiasi età. La prevalenza nei diversi Paesi varia da meno di 1 persona a oltre 11 persone su 100. Questa malattia ha basi genetiche ma può essere scatenata da alcuni fattori come infezioni e stress e non è assolutamente contagiosa.

Dieta e Indice di massa corporea

Nella gestione della patologia sono importanti gli stili di vita per scongiurare un peggioramento dei sintomi e delle manifestazioni della psoriasi. A cominciare da una dieta sana che sia finalizzata eventualmente anche alla perdita di peso. I chili di troppo sono complici della psoriasi, così come un elevato livello di colesterolo nel sangue e di glicemia, ricorda la National Psoriasis Foundation. Una dieta più salutare include un maggior consumo di frutta e verdura, pesce, carne bianca e magra, frutta secca, derivati del latte meno grassi, legumi e cereali integrali, oltre a un ridotto apporto di grassi saturi, trans, zuccheri raffinati e sale.

Occhio agli stili di vita

Oltre ai chili in eccesso anche la dipendenza dal fumo di sigaretta e un significativo consumo di alcol possono peggiorare la psoriasi. Meglio stare alla larga da queste abitudini scorrette che, tra l'altro, aumentano il rischio di patologie, come quelle cardiovascolari, a loro volta annoverabili tra le complicanze della psoriasi.

Anche il benessere psicologico conta

Cercare di ridurre lo stress può aiutare i pazienti con psoriasi, questo perché «lo stress può scatenare il rilascio di fattori che favoriscono l'infiammazione nella pelle», spiega il professore. Tra i rimedi anti-stress c'è sicuramente l'esercizio fisico: «Non c'è uno sport "preferibile", tuttavia in alcuni casi, come ad esempio la psoriasi palmoplantare, è meglio evitare sport come la corsa per esempio che traumatizzino la parte interessata».

Pelle da difendere

La pelle in caso di psoriasi è più vulnerabile e funziona meno da "barriera": «È più vulnerabile perché nel paziente psoriasico mancano alcuni geni delle barriera cutanea. Questo rende la pelle più "infiammabile" con rischio di comparsa di lesioni psoriasiche anche per traumatismi minimi, ad esempio in caso di scottature. Tuttavia, al contrario di quanto avviene nei pazienti affetti da dermatite atopica, la pelle psoriasica raramente si infetta sulle lesioni perché queste producono alte quantità di peptidi antimicrobici che impediscono la proliferazione di batteri patogeni. Per l'igiene quotidiana è importante lavarsi con detergenti in grado di nutrire e idratare la pelle, ad esempio detergenti oleosi».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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