Psoriasi, ecco il farmaco che blocca i sintomi


21 marzo 2015 - 10:51Rassegna stampa


Si chiama BI 655066 la molecola che ha fatto registrare i migliori risultati. Testata su 31 persone è stata in grado di ridurre dell'80% la severità e l'estensione delle lesioni

Una malattia difficile da trattare dall'impatto psicologico non indifferente. Stiamo parlando della psoriasi, patologia che colpisce in forma più o meno grave oltre 2,5 milioni di italiani. Cure risolutive purtroppo non ne esistono ma la ricerca in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante. Tamponare i sintomi è possibile ma forse, secondo alcuni risultati preliminari di uno studio della Rockefeller University pubblicato sulle pagine del Journal of Allergy and Clinical Immunology, una soluzione potrebbe arrivare spegnendo una parte del sistema immunitario.

Agire sul sistema immunitario

Ad oggi i fattori che scatenano la malattia non sono ancora totalmente chiari. Secondo l'ipotesi più accreditata la psoriasi sarebbe causata principalmente da fattori genetici a cui si aggiungono quelli ambientali e anomalie nel sistema immunitario. Ed è proprio su quest'ultimo punto che si sta concentrando la ricerca. In un precedente studio datato 2004, ad opera degli stessi autori della Rockefeller University, è stato dimostrato che l'interleuchina 23 -una molecola infiammatoria che funge da segnale nell'attivazione del sistema immunitario- gioca un ruolo importante nello sviluppo della malattia. Partendo da questa evidenza sono stati sviluppati diversi anticorpi in grado di "catturare" l'interleuchina mettendola fuori gioco.

Risultati duraturi con una sola somministrazione

Tra i diversi farmaci progettati spicca BI 655066. Al momento la molecola in questione, registrata con questa sigla per la sola fase di sperimentazione, è stata quella che ha fatto registrare i migliori risultati. Testata su 31 persone affette da psoriasi l'anticorpo è stato in grado di ridurre dell'80% la severità e l'estensione delle lesioni cutanee. Risultati duraturi a sei settimane ottenuti attraverso una sola somministrazione. Non solo, analizzando la cute dei pazienti trattati è stata riscontrata una riduzione significativa delle molecole infiammatorie tipiche della psoriasi.

Non trascurare l'impatto psicologico

Un'ottima notizia se si considera che ad oggi la strategia più utilizzata per tamponare i sintomi della malattia si basa sulla somministrazione di creme direttamente nella zona interessata. Ma c'è di più perché la psoriasi non è una malattia solo della pelle: l'impatto psicologico è fortissimo. Secondo diverse ricerche i pazienti affermano di sentirsi stigmatizzati dalla società a causa dell'aspetto della loro cute: il 75% dichiara di sentirsi poco attraente e il 54% si sente depresso. Un motivo in più per sperare che la modulazione del sistema immunitario sia la soluzione definitiva della malattia.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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