Psoriasi e traumi: c'è nesso?


02 agosto 2010 - 17:46Rassegna stampa


Recenti ricerche svolte in Croazia hanno suggerito che la possibilità di sviluppare la psoriasi è accresciuta nelle persone che hanno subito esperienze traumatiche negative, sia durante l'infanzia che in età adulta. Tuttavia, secondo gli autori dello studio, coordinato da Edita Simonic della University of Rijeka, tali episodi negativi non sembrerebbero aumentare la severità della patologia.

Per stabilire questo legame tra traumi subiti e psoriasi, i ricercatori hanno arruolato 100 pazienti con psoriasi per confrontarli con altrettanti individui, le cui condizioni dermatologiche non presentavano nessuna condizione psicosomatica. A tutti i partecipanti è stato sottoposto un questionario riguardante la propria vita passata, per misurarne le esperienze positive (valutando competenza verso se stessi e condizioni di sicurezza dei singoli) e negative (negligenza, stato emozionale, isolamento fisico e psicologico, abusi sessuali e morali, traumi visivi, esposizione ad alcol o a droghe).

Dal confronto delle testimonianze raccolte è emerso che i partecipanti affetti da psoriasi avevano subito esperienze di vita negative più frequentemente di quelli sani, riferivano maggiori traumi, come ad esempio abusi emozionali, ed erano più esposti ad eccesso di alcol o droghe. Nei questionari compilati dai malati di psoriasi, inoltre, si rilevava una maggiore esposizione a stili di vita poco sicuri. Differenze degne di nota e riscontrabili lungo tutto l'arco della vita, con un livello di differenza particolarmente alto fra le fasce di adolescenti e di adulti.

Simili dati sembrerebbero suggerire con ragionevole evidenza che le esperienze traumatiche vissute nel corso dell'adolescenza e in età adulta potrebbero causare alcuni danni emozionali che si rifletterebbero nel maggior tasso di problemi psicosomatici, come in questo caso la comparsa di psoriasi.

«E' ben noto che, in circa un terzo dei malati di psoriasi, la malattia appare intorno ai 15 anni di età – affermano gli studiosi sulla rivista specializzata The Journal of Dermatology – E' dunque possibile che le esperienze negative di tipo traumatico vissute nell'ultima fase dell'infanzia e nel corso dell'adolescenza, quando si è ancora emozionalmente immaturi, possano rappresentare un fattore di rischio per l'instaurarsi precoce della malattia». Tanto è vero che, quando nel corso dell'esperimento i camici bianchi di Rijeka sono passati al confronto fra pazienti con diagnosi precoce e pazienti con diagnosi tardiva, i medici hanno riscontrato che i primi avevo accumulato esperienze significativamente peggiori dei secondi. Parliamo di abusi emozionali, di alcol e droga in eccesso, di segreti impronunciabili e di traumi di vario genere, vissuti nell'infanzia e perpetuati in adolescenza ed età adulta. Al contrario, i pazienti la cui psoriasi era insorta più tardivamente mostravano un maggior livello di eventi traumatici nella prima infanzia al confronto con i pazienti con diagnosi di psoriasi precoce.

Risultati che, in ogni caso, confermano la stretta associazione fra gli eventi avversi della vita (sommati alla mancanza di esperienze positive) e la maggior vulnerabilità alla comparsa della malattia. Secondo gli autori, inoltre, non sarebbe da escludere che questo legame sia connesso anche alla mancata espressione delle proprie emozioni e alla difficoltà di trovare strategie per convivere con il passato traumatico. Tali nessi, è stato infine dimostrato dal confronto fra gli stadi di sviluppo della psoriasi dei partecipanti, non sono comunque legati al grado di severità della psoriasi associata al vissuto traumatico.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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