Psoriasi e sport, una nuova alleanza?


20 ottobre 2014 - 07:21Rassegna stampa


Psoriasi e sport, una nuova alleanza? Uno studio italiano condotto su 20enni indica i benefici che l'attività fisica può dare. Quasi un quarto dei ragazzi che soffre di questa patologia cutanea, però, rinuncia E' un circolo virtuoso quello che lega psoriasi e attività sportiva: da un lato, infatti, un'attività fisica regolare pare limitare il rischio di sviluppare questa fastidiosa patologia della pelle, dall'altro sembra avere un effetto benefico su chi già ne soffre, migliorando il decorso naturale della malattia. È la conclusione a cui è giunto uno studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, che ha coinvolto quasi 1.300 persone fra sane e affette da psoriasi, alcune sportive altre meno.

Lo sport fa bene alle chiazze, ma c'è chi lo abbandona

La psoriasi è una malattia genetica che si manifesta come un'infiammazione della pelle, solitamente di carattere cronico e che tende a recidivare. In pratica i pazienti mostrano chiazze rossastre, rotondeggianti, sulle quali si formano delle squame di colore argenteo, dovute al fatto che il ricambio cellulare a livello dell'epidermide negli psoriasici è superiore rispetto al turn over normale (ogni 4-5 giorni invece di 28). «Ci sono molte terapie efficaci per tenerla a bada - spiega il Nicola Balato, autore della ricerca e professore associato della Clinica Dermatologica dell'Università di Napoli Federico II -, ma sappiamo che può causare disagio fisico e psicologico a chi ne soffre, tanto da minarne le attività sociali e ricreative. Sappiamo anche che i pazienti con psoriasi hanno un rischio maggiore di sviluppare malattie metaboliche e cardiovascolari, obesità, diabete di tipo II e diverse altre patologie. L'attività fisica sta al centro di questi legami: è noto infatti che riduce il pericolo di sviluppare tutte queste malattie e, stando agli esiti di questa ricerca, pare avere effetti benefici anche sulle lesioni psoriasiche». I partecipanti allo studio erano tutti giovanissimi, in media 20enni, e gli sport più praticati erano nuoto e calcio. Fra quanti soffrivano di psoriasi una buona parte ha dichiarato di trarre giovamento dal praticare attività fisica, ma quasi un quarto di loro ha anche sottolineato che le chiazze rappresentano un ostacolo nel continuare a fare sport.

Fastidio, dolore, imbarazzo: parlarne col medico aiuta

Diverse ricerche hanno messo in luce che non sono pochi i pazienti che cambiano in modo radicale le proprie abitudini sociali a causa della malattia: si sentono limitati nell'andare al mare o nel praticare alcuni sport, perché le lesioni al palmo delle mani o sulle piante dei piedi possono interferire pesantemente con determinate attività, così come si può provare imbarazzo a indossare abiti corti, senza maniche, o costumi per il timore che si vedano le chiazze. «Recenti dati indicano poi che i soggetti affetti da psoriasi sono meno propensi a praticare attività sportiva per ragioni sia di carattere fisico (fastidio, prurito o dolore) che di natura psicologica (stati depressivi correlati alla patologia) - conclude Balato -. Invece l'attività sportiva è fondamentale per la nostra salute in generale e può essere molto utile anche contro questa malattia infiammatoria della pelle. I pazienti con psoriasi, prima di rinunciare a fare esercizio, dovrebbero parlare con il proprio dermatologo di fiducia che sicuramente darà consigli sul miglior tipo di attività fisica e sullo stile di vita da seguire, al fine di ridurre l'impatto della patologia cutanea e migliorare la loro qualità di vita».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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