Psoriasi e chili di troppo: il legame «pericoloso» è ormai certo


20 settembre 2014 - 12:29Rassegna stampa


Nuove conferme sulla relazione tra chiazze della pelle e sindrome metabolica, malattia tipica di chi è sovrappeso e legata anche a diabete e malattie cardiovascolari

Le cause della psoriasi non sono ancora del tutto note: come e perché si formino le chiazze, si allarghino, regrediscano e talvolta scompaiono del tutto è tuttora in parte materia di studio. E' ormai accertato però l'interessamento di fattori pro-infiammatori e sempre più prove portano alla luce anche l'ormai innegabile associazione tra questa malattia della pelle e quella «sindrome metabolica» da più parti indicata come la patologia del Terzo millennio. Una nuova dimostrazione di questa «relazione pericolosa» è stata pubblicata di recente sull'American Journal of Clinical Dermatology da un team di ricercatori italiani che, dopo aver analizzato i dati di 720 connazionali, sono giunti a una duplice conclusione: non solo chi ha il girovita più ampio del dovuto corre più rischi di ammalarsi di psoriasi, ma ha anche maggiori probabilità che la malattia della pelle si manifesti in forma grave.

Sindrome metabolica: ecco cos'è

Spesso per semplificare si parla di obesità, ma in realtà «la sindrome metabolica è una patologia a sé, un po' più complessa - chiarisce Aurora Parodi, direttrice della Clinica Dermatologica Universitaria dell'Azienda Ospedaliera San Martino di Genova e coordinatrice dello studio -. E' caratterizzata da aumento della circonferenza dell'addome (superiore a 88 centimetri nelle donne e a 102 negli uomini), ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia (oltre 150 milligrammi di trigliceridi per decilitro di sangue), ridotti livelli di colesterolo "buono" HDL (meno di 50 nelle femmine e 40 nei maschi) e aumento della glicemia (maggiore di 100). Se si hanno anche solo tre su cinque di queste caratteristiche si soffre di sindrome metabolica e i pazienti con questa malattia hanno un rischio due volte superiore alla norma di malattia coronarica, ictus, diabete e alcuni tipi di tumori». I ricercatori hanno appurato che quasi il 27 per cento degli italiani psoriasici partecipanti alla loro indagine soffriva di sindrome metabolica (contro il 15 per cento dei non psoriasici) e che fra loro le lesioni della pelle erano di forma più severa. Una conclusione simile a quella a cui erano già giunti altri studi internazionali.

Chi soffre di psoriasi ha maggiori probabilità di soffrire di almeno un altro disturbo

Perché sindrome metabolica e psoriasi si associano? «La psoriasi è una patologia infiammatoria della pelle - risponde Parodi - e la sindrome metabolica è una condizione che favorisce l'infiammazione sistemica dell'organismo, in vari modi e a vari livelli produce delle sostanze pro-infiammatorie. Così che più fattori negativi per la nostra salute si intrecciano fra loro e creano le condizioni perché le due patologie si sviluppino. Motivo per cui - conclude l'esperta - è molto importante un approccio terapeutico globale al paziente con psoriasi: ovvero che l'obiettivo sia non solo a trattare la patologia cutanea, ma anche a prevenire o ridurre le altre malattie correlate, consigliando al paziente di mantenere un peso ideale, fare scelte alimentari sane e essere attivo». Anche l'Organizzazione mondiale di sanità ha lanciato l'allerta, sottolineando che è importante tenere presente che la psoriasi si può accompagnare a una serie di altre malattie (quelle che gli specialisti chiamano comorbidità): dall'artrite alle malattie cardiovascolari, a disturbi renali e reumatologici fino alla depressione, solo per citarne alcune. L'elenco dei possibili legami è lungo ed è importante monitorare i pazienti, tenendo presente che quanto più vasta è la parte di pelle interessata dalla psoriasi tanto maggiore è il rischio di avere un'altra malattia che interessi i polmoni, il cuore, i reni, il fegato o il pancreas.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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