Psoriasi e aneurisma all'aorta: forse c'è una relazione


04 giugno 2016 - 08:52Rassegna stampa


Le due malattie avrebbero origine infiammatoria. Uno studio danese afferma inoltre che essere affetto da psoriasi, specie nella forma grave, sembrerebbe triplicare il rischio di potere sviluppare nell'arco della vita questo problema

L'una, la psoriasi, è una malattia cronica della pelle che interessa il 3% della popolazione, all'incirca 1 milione e mezzo di italiani; l'altra, l'aneurisma addominale dell'aorta, è una dilatazione di un tratto della più grande arteria dell'addome. Due condizioni cliniche che sembrerebbero distanti quanto il giorno e la notte. Invece uno studio danese pubblicato sulle pagine di Arteriosclerosis, Thrombosis and VascularBiology, ipotizzerebbe fra le due malattie un denominatore comune: l'origine infiammatoria ed una componente di rischio correlato.

Lo studio

È durato 14 anni, dal 1997 al 2011, e ha monitorato nel tempo un ampio numero di pazienti affetti da psoriasi: malattia cronica, recidivante, con una forte componente infiammatoria, a prevalenza cutanea (esiste anche una forma che colpisce le ossa, specie della mani) e di natura autoimmune. Nella quale cioè il sistema immunitario, senza ragioni apparenti, attacca le cellule sane della pelle che reagiscono con la formazione di chiazze arrossate e ricoperte da squame biancastre, localizzate principalmente in alcuni punti critici come gomiti, ginocchia, cuoio capelluto. Lo studio ha arruolato 70 mila pazienti, di cui 60 mila affetti da una forma di psoriasi lieve ed oltre 11.500 allo stadio grave con l'obiettivo di valutare una possibile associazione con l'aneurisma dell'aorta. Una relazione solo apparentemente azzardata, poiché questo disturbo di natura vascolare avrebbe anch'esso alla base un fattore infiammatorio che causa un rigonfiamento della parete dell'aorta addominale la cui rottura potrebbe portare a una emorragia letale. Ma non solo: essere affetto da psoriasi, specie nella forma grave, sembrerebbe triplicare il rischio di potere sviluppare nell'arco della vita un aneurisma. Lo dimostrerebbero i dati dello studio danese, dove ne lungo periodo di osservazione, è stato infatti possibile registrare la comparsa di circa 24 mila nuovi aneurismi di cui quasi 10 in forme di psoriasi avanzata, contro 3,7 casi insorti in soggetti sani e oltre 7 in pazienti con psoriasi lieve e/o moderata. Una conclusione che non ha tradito le supposte aspettative dei ricercatori: «Il nostro studio - concludono - ha confermato la maggiore 'fragilità' dell'apparato cardiovascolare nei malati di psoriasi, già evidenziata da precedenti ricerche».

Molecole sotto il mirino

Tutto pare dipendere da 3 molecole note per accendere nell'organismo stati infiammatori: l'interluchina 17, la proteina C reattiva e il TNF-alfa, un fattore di necrosi tumorale i cui marcatori sarebbero presenti a livelli piuttosto elevati e con meccanismi d'azione molto simili, già dagli esordi diagnostici di entrambe le patologie. Elementi «infiammatori» interessanti ma non ancora sufficienti per trarre conclusioni definitive circa il nesso che correla l'una all'altra patologia, né vi sarebbero evidenze tali da sottoporre i pazienti con psoriasi grave a uno screening per il rischio di aneurisma. 'Questioni aperte' che dovranno essere approfondite da ulteriori ricerche.

Le conclusioni certe

È già chiaro invece che non è possibile considerare la psoriasi come una malattia solo cutanea, ma che i livelli di attenzione debbono essere elevati anche verso altri apparati, almeno scheletrico in funzione di una possibile implicazione ossea (con l'artrite psoriasica) e cardiovascolare per la possibile relazione, appunto, con lo sviluppo di aneurisma della vena addominale e/o di altre patologie cardiache e altre comorbidità quali il diabete, la steatosi epatica o la depressione ad esempio: tutti possibili effetti collaterali della psoriasi (solo) cutanea.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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