Psoriasi, cosa succede durante la gravidanza?


05 dicembre 2014 - 16:14Rassegna stampa


Il ruolo esatto della gravidanza e delle sue fluttuazioni ormonali nelle pazienti affette da psoriasi non è stato ancora chiarito. Studi clinici hanno dimostrato che in più della metà dei casi le pazienti con psoriasi sperimentano un miglioramento del quadro clinico della malattia e quindi una diminuzione del numero e della dimensione delle chiazze durante la gestazione. Questo effetto però non si ha in tutti i casi: in una percentuale seppur minore di donne (tra il 10 e il 20 per cento) la maternità induce un peggioramento dell'estensione della malattia e in altre invece non comporta nessun cambiamento.

La causa delle modificazioni del quadro clinico, quando avvengono, non è chiara, ma sembra legata al fatto che in gravidanza si ha un aumento dell'ormone cortisolo che agisce da antinfiammatorio e che quindi gioca un ruolo nel migliorare una patologia infiammatoria come la psoriasi. Si potrebbe quasi dire, insomma, che la gravidanza stessa funziona da terapia per la patologia.

E se è da escludere che le lesioni possano complicare la gestazione, può accadere invece che nelle gestanti psoriasiche si verifichi un «doppio prurito» perché a quello tipico della psoriasi si può aggiungere quello che affligge alcune donne in attesa.

Altra faccenda è invece quella che riguarda le terapie. Non tutte le cure generalmente prescritte per la psoriasi possono essere utilizzate quando si aspetta un bambino. Come regola generale possiamo dire che come prima linea di trattamento si possono adoperare creme emollienti, creme cortisoniche di media potenza e creme a base di calcipotriolo; nei casi medio-gravi è poi indicata la terapia con ultravioletti B a banda stretta (fototerapia), mentre l'assunzione di farmaci per via sistemica dev'essere attentamente valutata. Particolare riflessione va posta per i farmaci a base di retinoidi (derivato della vitamina A) che non soltanto non devono essere usati durante la gravidanza, ma dovrebbero essere sospesi almeno due anni prima di programmarne una a causa del loro potenziale effetto collaterale di provocare malformazioni al feto.

Per le donne con forme gravi di psoriasi, poi, la ciclosporina utilizzata per brevi periodi può essere indicata nei casi in cui le future mamme non rispandono alla terapia locale e alla fototerapia.

Anche i farmaci biologici di nuova generazione sono sconsigliati in gravidanza, non tanto per un loro comprovato effetto sul feto ma per il fatto che non esistono sufficienti studi su donne in gravidanza.

Infine, molte madri si chiedono se il bambino erediterà la patologia. Visto che la psoriasi è determinata da fattori genetici predisponenti e da fattori ambientali scatenanti, la familiarità gioca un ruolo cruciale. Oggi sappiamo che se un genitore è affetto da questa malattia il rischio che il bambino la sviluppi a sua volta è circa il 25 per cento, ma le probabilità di «ereditarla» salgono al 60 per cento nei casi in cui ne soffrano sia il padre che la madre.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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