Psoriasi, cos'è e a cosa serve la fotobalneoterapia?


21 novembre 2015 - 14:17Rassegna stampa


Fermo restando che ogni terapia va costruita su misura del paziente e non può essere standardizzata, nel trattamento della psoriasi vengono adottati approcci diversificati nei quali si identifica una terapia locale, nei casi meno gravi, per passare poi alla fototerapia o ai farmaci per via sistemica nelle forme più impegnative. Numerosi fattori condizionano comunque la scelta del trattamento. Le cure, anche se sono in grado di far regredire la malattia, non impediscono alla psoriasi di ripresentarsi. Ciò implica la necessita di una strategia di controllo della malattia nel lungo periodo modulata in base alle esigenze cliniche, valutando il rapporto rischio-beneficio.

La fototerapia rappresenta un presidio molto efficace nelle forme di gravità moderata. E' noto da tempo che l'esposizione a raggi UVB causa una riduzione nella sintesi del DNA, in particolar modo nella cute psoriasica dove la sintesi è accelerata. Grazie alla penetrazione superficiale di questi raggi, il loro effetto si esplica più direttamente nell'epidermide e nei capillari dermici.

Da anni sono inoltre note le proprietà terapeutiche legate alle condizioni climatiche presenti sul Mar Morto: in questa area geografica localizzata a 400 metri sotto il livello del mare l'irradiazione solare è caratterizzata da un peculiare rapporto UVA e UVB dove questi ultimi sono presenti con intensità maggiore rispetto alle altre latitudini. Inoltre la salinità dell'acqua è molto elevata. Queste caratteristiche climatiche sono utili nel trattamento di varie dermatosi ed in particolare della psoriasi.

La terapia Tomesa (acronimo di Totes Meer, ovvero Mar Morto, e Saltz, cioè sali) consente di riprodurre ambulatorialmente le condizioni che il paziente psoriasico troverebbe nei centri terapeutici che sorgono sul Mar Morto.

Il trattamento è costituito da una vasca, da un tettuccio radiante e da un sistema computerizzato. La vasca è di forma ergonomica, tiene conto dell'anatomia umana e grazie alle caratteristiche strutturali è accessibile anche a portatori di handicap. Viene riempita da una soluzione salina identica per composizione a quella del Mar Morto, caratterizzata da un'alta concentrazione di sali, in particolare magnesio (tra 0.95 e 15 per cento).

Il pannello mobile portalampade è posto sopra la vasca ed è costituito da 5 tubi fluorescenti da 100 Watt, che emettono raggi UVB con lunghezza d'onda di 311nm (definiti UVB a banda stretta).

Previa una visita dermatologica presso il centro per lo studio e la terapia della psoriasi, i pazienti ritenuti idonei alla terapia possono eseguire un ciclo di fotobalneoterapia composto da 30 sedute da eseguirsi 3 o 5 giorni alla settimana, più un eventuale ciclo di 20 sedute (di mantenimento) a seconda dell'andamento clinico. La durata di ogni trattamento varia da pochi minuti (nelle prime sedute) fino ad un massimo di 30 minuti.

Risultati clinici già pubblicati riportano un significativo miglioramento della psoriasi nel 77 per cento dei pazienti trattati.

Oltre ad introdurre una nuova terapia specifica per una patologia ad andamento cronico-recidivante, che negli anni trascorsi determinava una frequente ospedalizzazione, si sono evidenziati nel corso della terapia vari benefici: una riduzione significativa dei giorni di ricovero nei pazienti psoriasici, una diminuzione del consumo di farmaci specifici per la psoriasi (ciclosporina, methotrexate, acitretina, biologici) e una minor incidenza nei pazienti di effetti collaterali.

A fronte di un buon risultato terapeutico va poi segnalata la sostanziale assenza di controindicazioni e di effetti collaterali importanti. È quindi un utile presidio terapeutico per quei pazienti che presentando patologie concomitanti importanti (come ipertensione arteriosa, pazienti affetti da patologie infettive come HCV o HIV positivi, dislipidemie, insufficienza renale cronica) non possono essere candidati a terapie sistemiche.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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