Perché il dolore articolare può essere un campanello d'allarme per la psoriasi?


08 agosto 2016 - 10:12Rassegna stampa


Un dolore articolare o tendineo (ovviamente di una certa durata) in un paziente affetto da psoriasi cutanea non deve essere trascurato. Infatti, in circa il 10-20 per cento dei pazienti psoriasici si può sviluppare una forma di artrite, chiamata artrite psoriasica. Dal momento che l'artrite compare nella gran parte dei casi dopo la psoriasi, è evidente che questo eventuale quadro algico deve essere quindi approfondito.Non vi è una chiara correlazione tra la gravità della psoriasi (quindi la sua estensione) e la comparsa di artrite psoriasica. Quindi anche un paziente con una psoriasi lieve o moderata potrebbe nel tempo sviluppare un quadro di artrite.

Esistono invece alcune forme di psoriasi che possono più frequentemente essere associate a un futuro sviluppo di artrite psoriasica: l'onicopatia psoriasica (psoriasi ungueale), la psoriasi del cuoio capelluto, quella dell'area ano-genitale e la rara forma di psoriasi pustolosa. Per quanto riguarda il sesso, la distribuzione è omogenea, senza grandi differenze tra maschi e femmine. Quali sono le caratteristiche del dolore articolare che dovrebbero insospettire il paziente affetto da psoriasi? L'artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da fasi di attività e fasi di quiescenza. Può quindi anche spontaneamente regredire per periodi anche prolungati.

Il dolore esordisce tipicamente in modo insidioso, non acuto. Solo in un terzo dei pazienti l'artrite inizia con manifestazioni infiammatorie acute. I dolori possono colpire tutte le articolazioni, ma più frequentemente le piccole articolazioni delle mani (anche quelle distali), i polsi, le spalle, i piedi. Un'altra localizzazione caratteristica è la colonna vertebrale, in particolare la zona lombare. Tipicamente il dolore dell'artrite può comparire anche a riposo (anche a letto, di notte) e tende a migliorare con il movimento articolare. Inoltre il paziente si lamenta di una importante «irrigidimento» delle articolazioni al mattino, quando si alza, che può durare più di mezz'ora. Quando il dolore si localizza a livello lombare si può estendere lateralmente, verso il gluteo, e talora si irradia alla regione posteriore delle cosce. Un'altra caratteristica tipica dell'artrite psoriasica che compare spesso all'inizio è l'interessamento delle strutture peri-articolari, in particolare tendini ed entesi, cioè il punto di inserzione del tendine a livello dell'osso.

I punti più colpiti sono l'inserzione del tendine achilleo sul calcagno, le regioni trocanteriche del femore, le tuberosità ischiatiche ed altri punti del bacino e la fascia plantare (sotto la pianta del piede, con un intenso dolore soprattutto quando si poggia il piede al mattino scendendo dal letto). In alcuni casi un intero dito si gonfia dalla base all'apice. Tale quadro, molto suggestivo di artrite psoriasica, si chiama «dito a salsicciotto» o dattilite. Quando un paziente con psoriasi manifesta questi sintomi e segni, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia ed eventualmente al dermatologo (se si occupa di psoriasi) o al reumatologo.

Purtroppo le indagini di laboratorio non sono specifiche per la diagnosi di artrite psoriasica: a differenza di altre artropatie infiammatorie, mancano markers specifici. Anche gli indici di infiammazione, come la velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina C reattiva (PCR), presentano frequentemente valori che rientrano nell'intervallo di normalità.

Di conseguenza, le indagini di laboratorio non sono considerate in genere uno strumento dirimente nella diagnosi della malattia. Molto più utili sono invece le metodiche di imaging, ovvero la radiografia, soprattutto l'ecografia e la risonanza magnetica. Queste ultime infatti sono in grado di documentare alterazioni precoci, mentre la radiografia generalmente consente di studiare le alterazioni a carico osteoscheletrico che si sviluppano dopo anni dall'esordio.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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