Perché il diabete causa problemi alla pelle? Come prevenirli?


29 Apr 2014 04:22 Rassegna stampa


A mio marito, che ha da poco compiuto i 6o anni, è stata appena diagnosticata una forma di diabete di tipo due. Come è ovvio, siamo piuttosto preoccupati, tra l'altro anche perché il dottore ci ha detto che in futuro è piuttosto probabile che si presentino delle lesioni cutanee. Però non capisco come mai il diabete può causare anche problemi alla pelle. E, nel caso, di che tipo di problemi potrebbe trattarsi? Come si curano? E, soprattutto, si possono prevenire in qualche modo?

Risponde Antonino Di Pietro, direttore Dipartimento Dermatologia, Ospedale di Inzago, Milano

All'iperglicemia, si associa un'anomalia cutanea frequente: la degenerazione della membrana basale dell'epidermide. Il collagene si ispessisce e le fibre elastiche si degradano, creando le condizioni per un precoce invecchiamento della pelle e per una seria fragilità della cute, che si può «lesionare» anche con piccoli traumi. I diabetici, inoltre, sono più soggetti a infezioni da batteri o funghi, particolarmente pericolose in caso di tagli o graffi. Tra le patologie connesse al diabete le più frequenti sono le ulcere sugli arti inferiori e il «piede diabetico», complicanze causate dalla cattiva circolazione. Poi c'è l'acanthosis nigricans, che si presenta con pelle secca e macchie scure simmetriche soprattutto su collo, inguine e ascelle; o ancora le Macchie di Merlin , piccole chiazze brunastre solitamente sulle gambe.

Quanto alla prevenzione, è importante controllare la pelle con costanza, soprattutto i piedi, le dita e le caviglie, segnalando allo specialista le eventuali ferite riscontrate. È altresì essenziale usare alcune accortezze: limitare l'umidità dei piedi utilizzando calze e calzature che favoriscono la traspirazione, evitare deodoranti e detergenti profumati e preferire saponi delicati. Dopo la detersione occorre tamponare, e non strofinare, la pelle per asciugarla e stendere una lozione o crema idratante quando la cute è ancora umida.

Di Luigi Semeraro