Pasqua: dermatologo, sì a cioccolato ma è co-fattore dell'acne


06 Apr 2010 07:30 Rassegna stampa


Sì alla cioccolata durante le festività pasquali, ma senza esagerare e soprattutto attenzione perchè se va di moda sdoganarla come sostanza non correlata alla comparsa dell'acne, non si può neanche assolverla del tutto.

L'allarme viene da Matteo Cagnoni, presidente dell'IRDEG (Istituto di ricerca e cura di dermatologia globale) a Ravenna intervenendo proprio sul binomio Pasqua-cioccolata.

«Il cibo degli Dei anche se non determina una aumentata produzione di sebo, spesso però è in grado di peggiorare un'acne già in atto perchè è un co-fattore nell'indurre un peggioramento della pelle», sostiene l'esperto secondo il quale il cioccolato è dotato di una forte azione pro-infiammatoria a livello cutano ma che esistono differenze tra cioccolato e cioccolato.

«Quello fondente extra, ad esempio, è ricca di polifenoli, in particolare le catechine ed è efficacissimo come vaso protettore tanto da consigliarne, come prevenzione, una tavoletta alla settimana. Inoltre è meno grasso (540 calorie) e quindi meno nocivo per la pelle come lo è il cioccolato al latte o ancora peggio, con le praline», sostiene ancora Cagnoni che punta il dito contro l'acido ossalico presente anche nel cacao. «Un abuso di questo acido inibisce l'assorbimento di calcio da parte dell'organismo».

Secondo una ricerca dell'IRDEG, infatti, duranta 2 mesi proprio sotto il periodo pasquale su un campione di 350 adolescenti, 150 maschi e 200 femmine tra i 15 e i 20 anni e con storie familiari di acne lieve, si è visto che negli ultimi 10 giorni di osservazione la pelle dei giovani pazienti è peggiorata significativamente nel 63% proprio perchè durante la Pasqua tutti i giovani avevano abusato di cioccolata di tutti i tipi per almeno 15 giorni.

Inserito da segreteria SIDeMaST

Approfondimenti

FonteAGI - Agenzia Giornalistica Italia
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