OTEZLA approvato dalla Commissione europea per il trattamento dei pazienti affetti da psoriasi e artrite psoriasica


24 gennaio 2015 - 06:26Rassegna stampa


OTEZLA®, un inibitore selettivo della PDE4, è il primo trattamento orale ad avere ottenuto in 20 anni l'approvazione per i pazienti affetti da psoriasi e il primo ad aver ottenuto negli ultimi 15 anni l'approvazione per l'artrite psoriasica.

OTEZLA® presenta efficacia duratura e comprovata nella psoriasi, incluse le aree difficili da trattare come unghie e cuoio capelluto, e nell'artrite psoriasica, con un miglioramento in termini di articolazioni dolenti e tumefatte, dattilite ed entesite.

OTEZLA® ha dimostrato, come da approvazione UE, un profilo di sicurezza favorevole senza necessità di effettuare test pre-screening specifici per il farmaco o monitoraggio continuo dei parametri di laboratorio.

Celgene International Sàrl (NASDAQ: CELG), una società interamente controllata da Celgene Corporation, ha annunciato oggi che la Commissione Europea (CE) ha concesso l'autorizzazione per l'immissione in commercio di Otezla® (apremilast), un inibitore selettivo orale della fosfodiesterasi 4 (PDE4) sviluppato dalla Società, in due indicazioni terapeutiche:

trattamento della psoriasi cronica a placche da moderata a grave in pazienti adulti che non hanno risposto, o che presentano controindicazioni o che sono intolleranti ad un'altra terapia sistemica, compresi ciclosporina, metotrexato o psoralene combinato con ultravioletti A (PUVA) in monoterapia o in associazione a farmaci antireumatici che modificano l'evoluzione della malattia (DMARD, Disease Modifying Antirheumatic Drugs), per il trattamento dell'artrite psoriasica in fase attiva in pazienti adulti con risposta inadeguata o che sono risultati intolleranti a una precedente terapia a base di DMARD.

"Con l'approvazione di Otezla® si rende disponibile una nuova importante opzione terapeutica per i pazienti che non ottengono un beneficio adeguato per la loro malattia. Otezla® ha consentito di ottenere miglioramenti significativi e clinicamente rilevanti nella psoriasi e nell'artrite psoriasica, incluse le aree difficili da trattare come unghie e cuoio capelluto e del prurito. Questi disturbi possono essere molto difficili da sopportare per i pazienti", ha affermato il dottor Diamant Thaci, Professore di dermatologia e Direttore del Centro integrato di infiammazione e medicina dell'Università di Lubecca, Germania. "Otezla® è stato generalmente ben tollerato e non richiede il monitoraggio periodico dei parametri di laboratorio, il che può essere un vantaggio sia per i medici che per i pazienti."

Otezla® è il primo di una nuova classe di farmaci per il trattamento della psoriasi e dell'artrite psoriasica, due patologie causate da una disregolazione del sistema immunitario. La psoriasi è una malattia infiammatoria sistemica, caratterizzata da lesioni cutanee squamose in rilievo. Interessa circa 14 milioni di persone in Europa e circa 125 milioni di persone nel mondo. La forma più comune della malattia è la psoriasi a placche, nota anche come psoriasi volgare, che costituisce circa l'80% dei casi. Inoltre, fino al 30% delle persone affette da psoriasi può sviluppare artrite psoriasica. Secondo le stime, l'artrite psoriasica, anch'essa una patologia immuno-mediata, interessa quasi 38 milioni di persone nel mondo. È una patologia infiammatoria cronica che provoca dolorabilità articolare, rigidità, tumefazioni articolari e una riduzione del funzionamento fisico. Entesite (infiammazione dei siti di inserzione di tendini o legamenti nelle ossa) e dattilite (infiammazione delle dita di mani e piedi, comunemente nota come "dita a salsicciotto") sono manifestazioni tipiche dell'artrite psoriasica che possono comportare una disabilità significativa.

"L'approvazione di Otezla® in Europa segna una tappa importante per Celgene, che si prefigge di perseguire la via della scienza e dell'innovazione laddove ci siano esigenze mediche non ancora soddisfatte e laddove si possa fare davvero la differenza nella vita delle persone affette da malattie infiammatorie invalidanti", ha commentato Tuomo Pätsi, Presidente, Celgene Europe, EMEA. "I pazienti con psoriasi e artrite psoriasica possono necessitare di un trattamento a vita a causa della natura cronica di queste patologie e noi crediamo sia nostra responsabilità offrire loro una nuova opzione terapeutica in grado di ridurre in misura significativa la sintomatologia garantendo al contempo una migliore qualità di vita".

L'autorizzazione all'immissione in commercio si basa sui dati di sicurezza e di efficacia di due programmi clinici di Fase III, ESTEEM e PALACE, che hanno dimostrato il mantenimento della risposta clinica nei pazienti con psoriasi (ESTEEM) e con artrite psoriasica (PALACE) trattati con Otezla® per 52 settimane rispetto a diversi endpoint.

Negli studi ESTEEM sono stati osservati miglioramenti significativi e clinicamente rilevanti della psoriasi a placche valutati mediante i punteggi PASI-75 (un miglioramento del 75% dell'indice PASI che valuta la gravità della malattia) alla settimana 16, l'endpoint primario. I pazienti in trattamento con apremilast hanno inoltre beneficiato di miglioramenti significativi in relazione al prurito, e alle aree difficili da trattare, come unghie e cuoio capelluto, che hanno un impatto considerevole sulla qualità di vita dei pazienti e sulla loro percezione della gravità della malattia.

Nel programma di studi PALACE il trattamento con Otezla® ha prodotto miglioramenti significativi e clinicamente rilevanti nei segni e sintomi dell'artrite psoriasica valutati mediante la risposta ACR-20 modificata (un miglioramento del 20% secondo i criteri di valutazione dell'attività della malattia elaborati dall'American College of Rheumatology) alla settimana 16, l'endpoint primario. I pazienti trattati con apremilast hanno evidenziato miglioramenti in diverse manifestazioni tipiche dell'artrite psoriasica, come articolazioni dolenti e tumefatte, nonché nella dattilite, nella entesite, nella funzione fisica generale e nella qualità di vita.

In tutti gli studi clinici di Fase III le reazioni avverse più comuni sono state diarrea, nausea, infezione delle vie respiratorie superiori, cefalea muscolo-tensiva e cefalea. Le reazioni avverse a carico del tratto gastrointestinale (GI) sono state perlopiù di intensità da lieve a moderata, con lo 0,3% dei casi di diarrea e lo 0,3% dei casi di nausea classificati come gravi. Queste reazioni avverse si sono manifestate generalmente entro le prime due settimane di trattamento e si sono solitamente risolte entro quattro settimane. Nel complesso, la maggior parte delle reazioni avverse è stata considerata di intensità da lieve a moderata.

La decisione della CE segue il parere favorevole rilasciato dal Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia Europea per i Medicinali nel novembre 2014. Nei prossimi mesi Otezla® sarà disponibile nell'Unione Europea secondo i requisiti locali.

Otezla® è stato approvato il 21 marzo 2014 dall'Agenzia statunitense Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento dell'artrite psoriasica attiva in pazienti adulti e il 23 settembre 2014 per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti candidati alla fototerapia o alla terapia sistemica. L'esame delle domande di autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) è in corso in altri Paesi, inclusi l'Australia e la Svizzera.

Informazioni relative a Otezla® (apremilast)

Otezla® (apremilast) è una "small molecule" inibitrice della fosfodiesterasi 4 (PDE4) per via orale specifica dell'adenosina monofosfato ciclica (cAMP). L'inibizione della PDE4 aumenta i livelli intracellulari di cAMP. Si ritiene che questa risposta regoli in via indiretta la produzione dei mediatori dell'infiammazione.

Informazioni relative agli studi ESTEEM1 e 2

Gli studi ESTEEM 1 e 2 sono due ampi studi registrativi di Fase III, randomizzati, controllati con placebo, per la valutazione di apremilast in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave diagnosticata almeno 12 mesi prima dello screening e candidati alla fototerapia e/o alla terapia sistemica. Dopo un periodo di titolazione iniziale di cinque giorni, circa 1.250 pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 a ricevere apremilast 30 mg BID o placebo per le prime 16 settimane, seguite da una fase di mantenimento dalla settimana 16 alla 32, in cui i pazienti trattati con placebo sono passati ad apremilast 30 mg BID fino alla settimana 32 inclusa, e da una fase di sospensione randomizzata dalla settimana 32 alla 52 per i pazienti risultati responder sulla base della loro randomizzazione iniziale al trattamento con apremilast e della risposta PASI (Psoriasis Area and Severity Index). Circa il 30% di tutti i pazienti era stato sottoposto a precedente fototerapia e il 54% aveva ricevuto la terapia sistemica convenzionale e/o biologica.

Informazioni relative al programma PALACE

Gli studi PALACE 1, 2 e 3 sono studi registrativi multicentrici di Fase III, in doppio cieco, controllati con placebo, a gruppi paralleli con due gruppi di pazienti sottoposti a trattamento attivo. Negli studi PALACE 1, 2 e 3, circa 1.500 soggetti sono stati randomizzati 1:1:1 per ricevere apremilast 20 mg due volte/die, 30 mg due volte/die o placebo dall'aspetto identico per 16 settimane. Alla settimana 16, alcuni pazienti del gruppo placebo sono stati randomizzati a uno dei due gruppi in trattamento con apremilast, mentre gli altri hanno continuato ad assumere placebo fino alla settimana 24. Dopo la settimana 24 è iniziata una fase di trattamento attivo, in aperto, a lungo termine. Gli studi PALACE 1, 2 e 3 hanno esaminato un'ampia gamma di pazienti con artrite psoriasica attiva, compresi i pazienti che erano stati trattati in precedenza con farmaci DMARD per via orale e/o con farmaci DMARD biologici, compresi i pazienti nei quali il trattamento precedente con un farmaco bloccante il fattore della necrosi tumorale (TNF) aveva fallito. Complessivamente, il programma PALACE ad oggi rappresenta il programma sull'artrite psoriasica più completo ai fini delle sottomissioni regolatorie.

ULTERIORI IMPORTANTI INFORMAZIONI DI SICUREZZA tratte dalla documentazione approvata in Europa

Controindicazioni

L'impiego di Otezla® (apremilast) è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota ad apremilast o ad uno qualsiasi dei suoi eccipienti.

Otezla® è controindicato in gravidanza.

Avvertenze e precauzioni

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

La sicurezza di apremilast in pazienti affetti da artrite psoriasica o psoriasi con insufficienza renale moderata o grave non è stata valutata nell'ambito di studi clinici. Nei pazienti con insufficienza renale grave la dose di Otezla® deve essere ridotta a 30 mg una volta al giorno.

Calo ponderale: la media del calo ponderale osservato nei pazienti trattati con apremilast fino a 52 settimane è stata di 1,99 kg. Un calo ponderale del 5-10% è stato osservato nel 14,3% dei pazienti trattati con apremilast, mentre nel 5,7% dei pazienti il calo ponderale è stato superiore al 10%. In nessun caso il calo ponderale ha comportato conseguenze cliniche manifeste. Il tasso di interruzione del trattamento dovuto al calo ponderale è stato dello 0,1% tra i pazienti trattati con apremilast. I pazienti sottopeso a inizio trattamento devono tenere regolarmente sotto controllo il peso corporeo. In caso di calo ponderale inspiegato e clinicamente significativo, devono essere visitati dal medico e si deve prendere in considerazione la possibilità di interrompere il trattamento.

Gravidanza: è necessario escludere la possibilità di gravidanza prima di iniziare il trattamento. Le donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo efficace per evitare una gravidanza durante il trattamento.

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse più comunemente segnalate nell'ambito degli studi clinici di Fase III sono state disturbi gastrointestinali (GI) quali diarrea (15,7%) e nausea (13,9%). Queste reazioni avverse GI sono state perlopiù di intensità da lieve a moderata, con lo 0,3% dei casi di diarrea e lo 0,3% dei casi di nausea classificati come gravi. Queste reazioni avverse si sono manifestate generalmente entro le prime 2 settimane di trattamento e si sono solitamente risolte entro 4 settimane. Le altre reazioni avverse più comuni sono state infezioni delle vie respiratorie superiori (8,4%), cefalea (7,9%) e cefalea muscolo-tensiva (7,2%). Nel complesso, la maggior parte delle reazioni avverse è stata considerata di intensità da lieve a moderata.

Le reazioni avverse più comuni, che hanno determinato l'interruzione del trattamento durante le prime 16 settimane di terapia, sono state diarrea (1,7%) e nausea (1,5%). L'incidenza complessiva delle reazioni avverse gravi è risultata bassa e non ha indicato l'interessamento di un particolare apparato. Negli studi clinici su apremilast le reazioni di ipersensibilità si sono verificate raramente.

Durante il periodo controllato con placebo degli studi clinici di Fase III sulla psoriasi l'1,2% (14/1.184) dei pazienti trattati con apremilast ha riferito depressione rispetto allo 0,5% (2/418) dei pazienti trattati con placebo. Non vi sono stati casi di depressione grave o casi che hanno comportato l'interruzione dello studio.

Uso in popolazioni speciali

Gli studi clinici non hanno evidenziato in genere differenze tra il profilo di sicurezza di pazienti anziani di età ?65 anni e quello di pazienti adulti più giovani di età <65 anni.

La sicurezza di apremilast in pazienti affetti da artrite psoriasica o psoriasi con insufficienza epatica non è stata valutata.

La sicurezza e l'efficacia di apremilast nei bambini di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite. Non vi sono dati disponibili.

Informazioni relative alla psoriasi

La psoriasi è una malattia cutanea infiammatoria cronica, non contagiosa, immuno?mediata, a eziologia sconosciuta. Presenta un andamento cronico recidivante e la sua gravità varia dalla comparsa di piccole chiazze localizzate a un interessamento totale della superficie corporea. La psoriasi a placche è la forma più comune di psoriasi. L'80% circa dei pazienti affetti da psoriasi presenta psoriasi a placche che si manifesta con chiazze rossastre in rilievo coperte da squame di colore argento?bianco. Queste chiazze o placche compaiono solitamente su gomiti, ginocchia, regione lombare e cuoio capelluto. La psoriasi colpisce uomini e donne quasi in egual misura e ha un impatto su molti aspetti del benessere emotivo e sociale dei pazienti nonché sulle attività quotidiane e sulla capacità di studiare o lavorare. A maggio 2014 la 67° Assemblea dell'OMS ha adottato una risoluzione sulla psoriasi incoraggiando gli Stati membri a intensificare gli sforzi per una maggiore sensibilizzazione sulla malattia e a contrastare la stigmatizzazione tra le persone che convivono con questa malattia.

Informazioni relative all'artrite psoriasica

L'artrite psoriasica è una patologia infiammatoria cronica che provoca dolorabilità articolare, rigidità, tumefazioni, infiammazione di legamenti e tendini specifici e riduzione del funzionamento fisico. L'artrite psoriasica può interferire con la capacità di svolgere le attività quotidiane e aumenta l'inabilità al lavoro. Entesite (infiammazione dei siti di inserzione di tendini o legamenti nelle ossa) e dattilite (infiammazione delle dita di mani e piedi, comunemente nota come "dita a salsicciotto") sono manifestazioni tipiche dell'artrite psoriasica.

Informazioni relative a Celgene

Celgene International Sàrl, con sede a Boudry, nel Cantone di Neuchâtel, Svizzera, è una filiale interamente controllata da Celgene Corporation e la sua sede internazionale. Celgene Corporation, con sede a Summit, New Jersey, è un gruppo farmaceutico integrato globale impegnato principalmente nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie innovative per il trattamento delle neoplasie e delle patologie infiammatorie attraverso la regolazione dei geni e delle proteine.

Dichiarazioni previsionali

Il presente comunicato stampa contiene alcune dichiarazioni generiche aventi carattere di previsione. Tali dichiarazioni, che possono essere identificate da termini quali "attendersi", "prevedere", "ritenere", "intendere", "stimare", "pianificare", "prospettiva" e simili, si basano sui piani, sulle stime, sulle ipotesi e sulle proiezioni correnti della direzione e si riferiscono solo al momento in cui vengono rilasciate. La Società non è tenuta ad aggiornarle alla luce di nuove informazioni o in vista di eventi futuri, salvo nei casi prescritti dalla legge. Le dichiarazioni previsionali comportano rischi e fattori di incertezza, la maggior parte dei quali è difficile da prevedere ed esula generalmente dal controllo della Società. I risultati o gli esiti effettivi potrebbero essere sostanzialmente diversi da quelli previsti dalle presenti dichiarazioni previsionali a causa di una serie di fattori, discussi per la maggior parte in dettaglio nella Relazione annuale della Società contenuta nel Modulo 10?K e in altre relazioni presentate alla Securities and Exchange Commission statunitense.

Inserito da segreteria SIDeMaST

La rassegna stampa contiene articoli di interesse dermatologico tratti da testate nazionali e non intende fornire una revisione critica né essere una fonte di notizie scientificamente validate. Si accettano (e sono bene graditi) commenti da parte dei soci esperti nel settore.

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