Orticaria cronica: tanti i consulti ma poche risposte


06 Oct 2015 12:34 Rassegna stampa


Il 75 per cento delle persone con orticaria cronica dichiara di essere stato visitato da almeno tre medici prima di una diagnosi definitiva e il 15 ha superato addirittura i dieci consulti nel tentativo di trovare risposta alle sue domande. Questi alcuni dei "numeri" emersi dall'indagine "Convivere con l'orticaria cronica", presentati in occasione delle recente Giornata mondiale dell'orticaria, promossa in Italia da FederAsma e Allergie Onlus.

Identikit del malato

I nuovi dati che mettono in risalto uno degli aspetti - quello della diagnosi appunto - su cui occorre ancora battere il chiodo, sono stati raccolti dalla Fondazione ISTUD, che si è avvalsa della medicina narrativa per dare voce a chi soffre di orticaria cronica. Dal progetto è emerso anche un chiaro identikit dei malati: dei 190 pazienti presi in considerazione il 71 per cento è costituito da donne, con un'età media di 47 anni e una "convivenza" con la malattia, in media, di 7 anni. E se gran parte dichiara di aver avuto problemi con la diagnosi, un non trascurabile 83 per cento ritiene insoddisfacente il percorso di cura. I malati si sentono affaticati e stressati dalla continua ricerca di considerazione, ma il sentimento dominante è la rabbia. Come aiutarli? Quest'anno FederAsma e Allergie Onlus ha deciso di puntare l'attenzione dell'opinione pubblica su un campanello d'allarme dell'orticaria, scegliendo come claim della giornata «Prurito? E se fosse orticaria?».

Dai sintomi alla diagnosi

«Il prurito è il sintomo principale dell'orticaria, ma chi soffre di questa patologia può manifestare anche disturbi del sonno, stanchezza, perdita di energia e rischia spesso di chiudersi in se stesso - fa notare Massimo Alfieri, Presidente di FederAsma e Allergie Onlus -. L'orticaria può avere un effetto molto pesante sulla vita dei pazienti. Il nostro consiglio è quello di ottenere una diagnosi tempestiva, rivolgendosi allo specialista giusto: l'allergologo o il dermatologo sono le figure più adatte per identificare la malattia, valutarne l'entità e avviare la terapia più adeguata nel più breve tempo possibile». Riconoscere l'orticaria di solito non è troppo complicato, il vero problema può essere capire che cosa l'ha provocata. L'orticaria ha infatti un aspetto inconfondibile con caratteristici pomfi pruriginosi che ricordano le punture di zanzara. I pomfi possono essere localizzati solo in parte del corpo o più diffusi, di piccole dimensione o formare agglomerati. Spesso sono molto fugaci, durando da pochi minuti ad alcune ore per poi scomparire e tornare a manifestarsi in altre zone cutanee. In alcuni casi, i pomfi sono accompagnati da un edema (gonfiore) che interessa la parte più profonda del derma e il tessuto sottocutaneo (angioedema).

Orticaria cronica spontanea

Gran parte dei pazienti con orticaria cronica, circa l'1 per cento della popolazione, soffre di una forma particolarmente insidiosa: l'orticaria cronica spontanea, imprevedibile e debilitante, con un'insorgenza spontanea e una durata di oltre sei settimane. Per aiutare questi pazienti a gestirla al meglio ora è disponibile una specifica App. Inoltre è in cantiere il Progretto Centri Orticaria Cronica Spontanea: collegandosi al sito www.lapelleconta.it, i pazienti e i familiari potranno trovare l'elenco dei centri di riferimento presenti sul territorio nazionale. «L'App orticaria registra l'intensità del prurito e il numero di pomfi, la presenza di angioedema e l'impatto della malattia sulla qualità di vita. L'applicazione consente inoltre di scattare foto, inserire note e impostare dei promemoria» segnala Massimo Triggiani, professore associato di allergologia e immunologia clinica all'Università di Salerno e past president della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic). Ma ci sono buone notizie anche sul fronte delle terapie, puntualizza l'esperto: «Un nuovo trattamento è ora a disposizione. Si tratta di omalizumab, un farmaco che legandosi alle immunoglobuline E (IgE) è in grado di ridurre le reazioni cutanee indotte da istamina e di migliorare in modo significativo prurito, pomfi e qualità della vita nei pazienti affetti da orticaria cronica spontanea».

Inserito da segreteria SIDeMaST

Approfondimenti

FonteCorriere della sera
AutoriAntonella Sparvoli
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