Ora c'è la prova: le creme solari uccidono i coralli


24 ottobre 2015 - 11:58Rassegna stampa


L'oxybenzone, ingrediente che protegge dai raggi UV, trovato in alte concentrazioni nelle barriere coralline frequentate dai turisti nel mar Rosso, Caraibi e Hawaii

Il riscaldamento globale, certo. E anche l'acidificazione dei mari provocata dall'aumento della CO2 che, facendo aumentare l'acidità dell'acqua, scioglie lo scheletro di carbonato di calcio. Indubbiamente. Ma ora c'è la prova di una terza causa della moria di coralli che sta avvenendo sotto i nostri occhi nei mari tropicali di tutto il mondo. Lo si sospettava da tempo, ora c'è la prova. I coralli muoiono anche a causa delle creme solari che i turisti si spalmano sulla pelle per evitare scottature e, come suggeriscono tutti i dermatologi, per non ammalarsi di melanoma. In particolare sotto accusa c'è un composto: l'oxybenzone (a volte chiamato anche ossibenzone), una sostanza contenuta nelle creme solari che filtra i raggi ultravioletti (UV).

Danni alle barriere coralline

Un gruppo internazionale di ricercatori ha pubblicato uno studio sulla rivista specializzata Archives of Environmental Contamination and Toxicology nel quale si dimostrano i danni provocati dall'oxybenzone proprio su quelle barriere coralline più frequentate dai turisti in Israele (mar Morto), Caraibi (Isole Vergini americane) e Hawaii. «Ai Caraibi abbiamo già perso l'80% dei coralli», hanno affermato i ricercatori, i quali hanno scoperto che l'oxybenzone (un derivato del benzophenone-3) danneggia il Dna degli adulti e deforma le larve dei coralli intrappolandole nel loro stesso esoscheletro, rendendole inabili a galleggiare per disperdersi con le correnti marine. Inoltre il composto chimico provoca lo sbiancamento (bleaching) dei coralli, prima causa della loro scomparsa su scala mondiale. Fenomeno che avviene quando i coralli perdono le specifiche alghe microscopiche (zooxantelle) con le quali vivono in simbiosi e dalle quali ricavano nutrimento.

Potenzialmente pericoloso anche per la salute

Sono circa 3.500 in tutto il mondo le creme solari che contengono oxybenzone. In base al regolamento europeo 1223/09 sui prodotti cosmetici, è ammessa una percentuale fino al 10% di oxybenzone, che non è nemmeno del tutto innocuo per la salute. È stato infatti dimostrato che può essere un interferente endocrino: può infatti imitare la funzione dell'estrogeno nell'organismo e alterare la produzione di sperma e causare l'endometriosi.

Concentrazioni infinitesime

I danni sui coralli causati dall'oxybenzone sono stati verificati anche in concentrazioni infinitesime: 62 parti ogni mille miliardi, pari a una goccia d'acqua in oltre sei piscine olimpiche, ha dichiarato Omri Bronstein, del dipartimento di zoologia dell'Università di Tel Aviv, uno degli autori dello studio. Alle Isole Vergini americane è stata trovata una concentrazione 23 volte maggiore a quella minima considerata tossica per i coralli. Gli scienziati hanno dichiarato all'inizio dell'anno che è in corso il terzo sbiancamento dei coralli su scala globale, dopo quelli del 1998 e del 2010 (oltre a un altro importante all'inizio degli anni Ottanta). Cosa fare per evitare che i turisti contribuiscano alla distruzione delle barriere coralline, l'habitat con maggiore biodiversità del mondo? «Basterebbe già che si tolgano dalla pelle le creme solari prima di fare il bagno», hanno suggerito i ricercatori. «Non è molto, ma meglio di niente».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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