Occhi di colore diverso: succede a uno su 100, dipende dalla melanina


21 aprile 2016 - 19:31Rassegna stampa


Si chiama eterocromia e non è così rara, specie in animali come cavallo, gatto e cane. Se si sviluppa dopo la nascita potrebbe essere il segno di una malattia oculare

Sfatiamo un mito. David Bowie, il celeberrimo cantautore inglese morto a gennaio, non aveva gli occhi di colori diversi. Li aveva entrambi color del cielo, anche se il destro appariva azzurro e il sinistro quasi nero. Colpa di un pugno in piena faccia, sferrato dall'amico George Underwood in età adolescenziale. Un trauma che ha provocato al Duca midriasi permanente, una paralisi del nervo costrittore della pupilla che, esteticamente, si traduce in pupilla dilatata, con la conseguente percezione di un occhio più scuro rispetto all'altro.

Una differenza congenita

Ma avere le iridi di tinta diversa è possibile. Si tratta di eterocromia, una caratteristica somatica che interessa meno dell'1% della popolazione e che è causata da una diversa concentrazione di melanina nei due occhi: l'occhio in cui il pigmento è più concentrato appare tendente al marrone, mentre l'altro risulta più chiaro. Tra i personaggi famosi che presentano questa caratteristica vi sono Johnny Dorelli, Jane Seymour, Mila Kunis, ma anche condottieri storici come Alessandro Magno. Di quest'ultimo si narra che avesse un occhio nocciola e uno verde e che pretendesse di cavalcare destrieri con le stesse caratteristiche. Del resto, questa particolarità non è esclusiva del genere umano, ma è anzi più frequente (arriva al 5% circa) in alcuni animali, come cavallo, gatto e cane. Se tonalità diverse sono presenti all'interno della stessa iride, si parla di mosaicismo somatico. Un esempio è quello dell'attrice Kate Bosworth, che ha l'occhio destro metà blu e metà nocciola. Tutte condizioni congenite, queste, cioè presenti fin dalla nascita, che non comportano conseguenze o danni per la salute.

La spia di alcune malattie degli occhi

In altri casi, l'eterocromia può essere la spia di alcune malattie oculari. «Come avviene, per esempio, nell'eterocromia di Fuchs, una forma di infiammazione che colpisce di norma un solo occhio, causando una perdita del pigmento irideo. Così l'occhio malato diventa gradualmente meno pigmentato dell'altro», spiega Francesco Bandello, professore ordinario di Oftalmologia e direttore dell'Unità di oculistica dell'Ospedale San Raffaele di Milano. «Un'altra malattia che può determinare eterocromia è il glaucoma pigmentario, una particolare forma di glaucoma causato dall'abrasione del pigmento dell'iride che viene liberato nell'occhio e che può distribuirsi in maniera diversa nei due occhi - dice Bandello -. Anche il nevo di Ota, una forma di melanoma oculare monolaterale, molto raro, dà una tipica ipercolorazione dell'iride, che fa apparire l'occhio coinvolto molto scuro». Infine, in alcune forme di uveite si formano sulla superficie dell'iride dei tipici noduli di natura infiammatoria che possono determinare una discromia. A provocare eterocromia o discromia possono essere anche gli effetti collaterali di alcuni farmaci. Un esempio? Le prostaglandine, colliri antiglaucomatosi che possono causare una decolorazione dell'iride non simmetrica nei due occhi.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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