Obiettivo abbronzantura, via le macchie dalla pelle


26 aprile 2010 - 20:46Rassegna stampa


Prima dell'abbronzatura l'obiettivo è, paradossalmente, schiarire, perfezionare, uniformare l'incarnato. Che significa restituire candore alla pelle e, soprattutto, depigmentare le macchie cutanee ereditate dalle precedenti esposizioni al sole (anche della scorsa estate). «Si tratta di discromie dovute ad accumuli di melanina, il pigmento che dà alla pelle il colorito bruno dell'abbronzatura. È un inestetismo spesso causato dalla sovraesposizione ai raggi Uva, in concomitanza di fattori predisponenti», spiega la dermatologa Marcella Ribuffo, dirigente medico dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata di Roma. Fattori che includono i profumi, le creme o alcuni prodotti per il make-up applicati prima di esporsi al sole (che, invece, andrebbero accuratamente eliminati).

«Cause frequenti delle macchie sono anche i farmaci fotosensibilizzanti, come antibiotici, antinfiammatori non steroidei (Fans), antistaminici, che andrebbero sospesi una settimana prima dell'esposizione al sole», aggiunge il dermatologo Leonardo Celleno, direttore del Centro di ricerche cosmetologiche dell'Università Cattolica di Roma. Nelle donne in età fertile le macchie possono comparire soprattutto sul volto (fronte, labbro superiore, guance e zigomi). «In questo caso si parla di cloasma o melasma e la causa è da imputarsi o ad una predisposizione costituzionale, con un'alterazione nella produzione di melanina a livello dei melanociti, o ad alterati livelli degli estrogeni circolanti, come avviene in gravidanza o per l'uso della pillola anticoncezionale», precisa Ribuffo.

Per omogeneizzare i toni scuri, dunque eliminare le macchie già presenti, la soluzione più efficace è quella dermo-cosmetologica. «Si può ricorrere al fotopeeling con il laser ad alexandrite o con il Q/Switchet oppure con il laser frazionale. In media occorrono due sedute. Validi anche i peeling leviganti e antimacchia, per esempio agli acidi glicolico, azelaico, fitico o cogico e, soprattutto, a base di vitamina C. In tutti i casi, però, è necessario concludere il ciclo di sedute almeno uno o due mesi prima della tintarella», sottolinea Ribuffo.

Altra soluzione: applicare sostanze che inibiscono la melanogenesi, riattivano la microcircolazione e migliorano lo strato corneo. «Si possono utilizzare cosmetici a base di acidi della frutta, acido cojico e vitamina C: si usano tutte le sere, sulla pelle pulita, per almeno tre mesi. Oppure si possono applicare emulsioni più strong, con gli acidi cogico e tiottico, l'arbutina e altri derivati vegetali da applicare mattino e sera per almeno due mesi. Entrambe le tipologie di prodotti si acquistano in farmacia. Questi cosmetici, però, non si possono utilizzare se sono previste imminenti esposizioni al sole, perché interferiscono con la stimolazione dell'abbronzatura», spiega Celleno.

Se manca poco alla tintarella, o le macchie sono lievi, si può ricorrere a prodotti più soft, come le creme a base di vitamina C o di corbezzolo, oppure i nuovi soin che schiariscono la pelle e prevengono macchie e discromie con pool di estratti vegetali effetto luce (mora, liquirizia) e con schermi minerali anti Uv. Sempre, anche in città, una crema giorno con filtri protettivi alti. Gli esperti consigliano anche l'uso di integratori con betacarotene e altri antiossidanti, e anche ubichinone, zinco, oppure il polypodium leucotomos (dal Sud America).

Inserito da segreteria SIDeMaST

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