Nuovi farmaci contro la psoriasi: ora si tiene la malattia sotto controllo


05 dicembre 2016 - 11:02Rassegna stampa


Nel 2014 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la psoriasi una malattia non trasmissibile grave, che deve essere oggetto di una maggiore attività di sensibilizzazione presso la popolazione generale. E durante l'ultimo congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV), tenutosi a Vienna ad ottobre, è stato dato ampio rilievo a questa patologia, che interessa circa due milioni di italiani. Sono infatti stati presentati numerosi studi che mettono in luce i progressi fatti nella terapia di questa malattia cronica della cute, che interessa tutto l'organismo.

Sulla buona strada verso una terapia ottimale

«La psoriasi è una patologia cutanea la cui insorgenza è legata al mal funzionamento del sistema immunitario e, a causa del processo infiammatorio sistemico che la sostiene, coinvolge diversi organi - spiega Ketty Peris, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Dermatologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma. Chi ne è affetto, purtroppo, presenta inoltre gravi ripercussioni psicologiche e sociali. La terapia ideale dovrebbe, quindi, far raggiungere al paziente la migliore qualità di vita possibile attraverso un netto miglioramento del quadro clinico». Commentando gli esiti di diverse sperimentazioni scientifiche, che hanno coinvolto complessivamente oltre 7.800 pazienti, con il nuovo anticorpo monoclonale ixekizumab, Peris aggiunge: «Questo farmaco, oltre a elevati profili di sicurezza e tollerabilità, sta dimostrando una notevole capacità nella progressiva remissione delle placche psoriasiche fin dalle prime settimane. Siamo quindi sulla buona strada verso una terapia ottimale».

L'obiettivo a cui puntare: una pelle libera da lesioni

«Chi soffre di psoriasi combatte per due obiettivi: la rimozione dello stigma che da sempre accompagna questa patologia e la disponibilità di una terapia efficace e, al tempo stesso, sicura e ben tollerata - sottolinea Mara Maccarone, presidente ADIPSO (Associazione per la Difesa degli Psoriasici) -. Insieme a un'attività di sensibilizzazione sociale, è importante informare i pazienti sulle possibilità di cura più efficaci. La ricerca deve mettere a punto soluzioni in grado di assicurare la più alta percentuale possibile di remissione delle placche psoriasiche. Se il traguardo di una remissione delle placche del 75 per cento, fino a poco tempo fa, poteva essere considerato l'optimum terapeutico, oggi possiamo pensare che arrivare alla remissione totale sia un traguardo sempre più possibile. In questo senso i pazienti devono essere informati e messi in condizione di poter raggiungere questi nuovi standard terapeutici».

Tra le novità presentate all'EADV di Vienna c'è anche tildrakizumab, un altro anticorpo, sperimentale, disegnato per bloccare selettivamente la citochina IL-23: con questo preciso obiettivo, il farmaco può aiutare a tenere sotto controllo le cellule responsabili del processo infiammatorio della psoriasi, con il minimo impatto sul sistema immunitario. Gli esiti di due studi, hanno interessato più di 1.800 pazienti a livello mondiale, indicano che questo medicinale è utile (e ben tollerato) nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave: appare efficace già dopo poche dosi (iniezioni), riesce a pulire la pelle quasi completamente nella maggior parte dei pazienti e i risultati ottenuti si mantengono nel tempo.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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