Non volete mettere la crema solare? Cinque scuse da smontare subito


03 luglio 2014 - 16:15Rassegna stampa


Le radiazioni ultraviolette si comportano in maniera simile a quelle di una bomba atomica: il danno di oggi non viene dimenticato, ma sommato a quelli successivi

Che il sole faccia bene lo dicono i medici: più luce, più allegria. Ma i medici dicono anche che questa benefica stella va rispettata. Sempre, a maggior ragione ora che l'estate invoglia a crogiolarsi sotto i suoi caldi raggi. Pareo per lei, short per lui, occhiali e capello sono i must della spiaggia. Eppure non basta. Per proteggersi a dovere, ci vuole anche un buono strato di crema solare da stendere, ora dopo ora, su viso e corpo. Un gesto semplice, spesso trascurato perché l'abbronzatura vince sul buonsenso. Peggio, sulla prevenzione. Qui cinque luoghi comuni sul prendere il sole che il professor Nicola Mozzillo, direttore del Dipartimento di Chirurgia del Melanoma e Tessuti Molli dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, ci ha smontato con dati e studi scientifici alla mano.

Posso fare a meno della crema solare, tanto non mi scotto mai

«Le radiazioni ultraviolette si comportano in maniera simile a quelle di una bomba atomica: il danno di oggi non viene dimenticato, ma sommato a quello di domani, dopodomani e così via - spiega il professore -. Danni che sulla pelle si traducono in rughe, perdita di elasticità dei tessuti, fino a generare tumori. Dai più comuni carcinomi basocellulari, causati proprio dalla continua esposizione ai raggi solari (basti pensare a chi per lavoro sta tutto il giorno all'aria aperta), fino al terribile melanoma, tipico dei colletti bianchi. Ovvero di chi trascorrere tutta la settimana in ufficio e nel weekend va a pesca o in barca vela. Un'improvvisa e acuta esposizione al sole che trova la pelle impreparata».

Il sole è un toccasana per la vitamina D. Più ne prendo, meglio è

«Vero. Ma una ventina di minuti al sole è più che sufficiente perché l'organismo, attraverso la pelle del volto, delle mani o delle gambe, sintetizzi questa vitamina così fondamentale, per esempio, per la salute delle ossa. Non serve, però, stendersi su un lettino, basta fare una bella camminata. Tutto qui» precisa l'esperto.

Sono il classico tipo mediterraneo e posso fare a meno della protezione

«Nulla di più sbagliato. Di certo le persone dalla carnagione scura incappano meno nel melanoma. Non a caso gli svedesi si ammalano di più, proprio perché biondi, con la pelle chiara e gli occhi azzurri. Lo stesso vale per i piemontesi, rispetto ai siciliani. Ma gli altri carcinomi, come il già citato basale o il più aggressivo spinocellulare, non mettono assolutamente il tipo latino al riparo da possibili pericoli. Anzi» chiarisce il professor Mozzillo.

I tumori della pelle non sono così frequenti

«Un dato su cui riflettere: ogni anno, in Italia, muoiono circa 1.500 persone di melanoma. Che si posiziona, così, al quarto posto nella graduatoria dei big killer. Un tipo di tumore che, se non lo si prende in fase iniziale, dove la sopravvivenza è garantita al 100 per cento, lascia ben poche speranze. Un vero e proprio razzo, capace di raddoppiare la sua aggressività nel giro di 30 giorni - avvisa l'esperto -. C'è di più. Mentre altri tumori, come quello alla mammella nella donna o alla prostata nell'uomo, hanno a disposizione un armamentario terapeutico molto efficace, il melanoma no. E le poche armi servono nella gran parte dei casi solo ad allungare la vita di alcuni mesi».

I filtri solari fanno male tanto quanto i raggi Uv

«Alcuni studi australiani hanno evidenziato un aumento dei tumori cutanei in chi usava la crema solare. Non per l'impiego del filtro in sé. Ma perché il suo utilizzo portava le persone a credere di poter stare più a lungo sotto il solleone. Da qui l'impennata dei carcinomi. Non basta stendere la crema una volta sola in tutta la giornata. L'operazione va ripetuta quando ci si tuffa, si fa una doccia, si suda e così via» ricorda il professore. Che termina con una novità. «Il nostro istituto ha messo a punto un'app, chiamata "Salvati la pelle", scaricabile per ora su iPhone e iPad. Una volta localizzata la nostra posizione, ci dice per quanti minuti possiamo stare al sole, proprio lì dove siamo».

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