Meno rughe scegliendo cibi giusti


12 aprile 2010 - 08:56Rassegna stampa


Alimenti cotti ad alte temperature, bevande e cibi ricchi di zuccheri raffinati: sono i killer della bellezza a tavola. Contengono una grossa fonte di age, complessi di zuccheri e proteine che aumentano di cinquanta volte la quantità di radicali liberi nella pelle, rendendo i tessuti rigidi e fragili e provocando così la comparsa delle rughe.

Il rischio aumenta del 13% introducendo un milione di unità age al giorno, il corrispettivo di una fetta di torta con una bibita light o di 150 grammi di frittura o di 250 grammi di carne alla brace. E' quanto emerge da uno studio del centro interuniversitario di dermatologia biologica di Firenze, presentato durante i lavori della Winter Academy Of Dermatology and Oncology, in corso fino a domenica.

La ricerca, condotta su 120 persone suddivise in gruppi di diverse età, ha dimostrato che la dieta riduce profondità e numero delle rughe migliorandone l'aspetto generale. Risultati ancora più evidenti nelle persone che non si espongono al sole e che hanno uno stile di vita salutare: niente fumo e alcol.

«La glicazione produce gli age - spiega Torello Lotti, direttore del centro universitario di Firenze e presidente della SIDeMaST, la società di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse - una pericolosa unione tra zuccheri e proteine che formano in sostanza delle tossine. Ne introduciamo grandi quantità quando mangiamo cibi ricchi di zuccheri raffinati e dolcificanti, o cibi cotti ad alte temperature».

Proprio le alte temperature, infatti, aumentano la velocità con cui gli zuccheri vengono legati alle proteine. Infatti, ad esempio, lo scaldare il latte triplica il contenuto di age così come friggere e cuocere a fuoco alto, mentre gli arrosti a fuoco lento e la bollitura dei cibi ne mantengono bassi i livelli. Anche i dolci industriali e le bibite, ricchi di zuccheri raffinati e dolcificanti, sono una grossa fonte di age: in un etto di pasticcini ci sono oltre 425 mila unità di questa tossina, in una fetta di dolce di 120 grammi se ne trovano quasi 840 mila. In una tazza di té se ne riscontrano 2025 unità, in una lattina di bibita a base di cola oltre 11 mila, di più nella versione diet, cioé 12 mila e 500.

I dolcificanti impiegati per i prodotti diet, infatti, sono più raffinati del semplice zucchero e favoriscono ancora di più i danni della glicazione, ha chiarito Norma Cameli, responsabile del servizio di dermatologia estetica dell'Istituto dermatologico San Gallicano di Roma. Le conseguenze dell'accumulo di age non si vedono da giovani ma cominciano a farsi sentire dopo i 35 anni.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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