Medicina di genere, al via uno studio italiano


16 luglio 2011 - 18:42Rassegna stampa


Donne e uomini sono diversi. Un'affermazione tanto scontata quanto per nulla banale, almeno in medicina. Perché a lungo, molto a lungo, non si è tenuto conto della diversità fra donne e uomini nelle malattie e anche nella risposta alle cure. Oggi finalmente la medicina di genere ha trovato i suoi spazi e anche in Italia è ora partito uno studio osservazionale pensato per valutare le differenze fra uomini e donne negli effetti collaterali della terapia della psoriasi.

Studio

La ricerca, chiamata Gender Attention, è partita in anticipo rispetto al previsto, come annuncia il sito medicinagenere.org patrocinato dal GISeG, Gruppo Italiano Salute e Genere. Ciò è stato possibile grazie all'entusiasmo degli ospedali coinvolti: sono aumentate le adesioni, passate dalle iniziali 50 alle 54, e c'è addirittura una sorta di «lista d'attesa» per altre strutture che hanno fatto richiesta di partecipare.

Tutto questo indica che forse, finalmente, si è capito quanto sia importante studiare le differenze fra uomini e donne in medicina: «Finora c'è stata una sorta di «cecità» sul tema – spiega Flavia Franconi, docente di Farmacologia Cellulare all’Università di Sassari e presidente GISeG –. Nonostante i progressi degli ultimi anni, c’è ancora una scarsa conoscenza dell’influenza del genere sulla salute. La maggior parte della ricerca alla base delle strategie mediche è stata infatti condotta su uomini e animali maschi. I risultati sono poi stati traslati alle donne, come se queste fossero «piccoli uomini» tranne che per gli organi riproduttivi. Anche le convenzioni sociali e linguistiche hanno consolidato l’uso di termini a-sessuati, come «il medico» o «il paziente», oscurando così la rilevanza del genere».

Genere

Risultato, le donne sono spesso trattate peggio rispetto agli uomini per malattie considerate (spesso a torto) tipicamente maschili, come le patologie cardiovascolari.

Pure gli uomini però hanno dovuto subire pregiudizi di genere: l'osteoporosi, per dire, colpisce anche il sesso maschile ma se ne parla quasi sempre e soltanto come un problema al femminile (quanti maschi over 65 hanno mai fatto una densitometria ossea?); malattie come l'autismo o il disturbo dell'attenzione, più frequenti nel sesso maschile, avrebbero anch'esse bisogno di uno «sguardo di genere» focalizzato al maschile.

«La lenta rivoluzione che ha portato finalmente l'attenzione sulla medicina di genere è iniziata vent'anni fa – dice Franconi –. Oggi l'obiettivo è studiare sia l'uomo che la donna nelle loro differenze e somiglianze: non vogliamo fare una «medicina al femminile», ma semplicemente proporre una medicina più equa per tutti, il primo passo verso trattamenti personalizzati. Oggi esiste una differenza di genere anche nell'assunzione dei farmaci: le donne ne prendono di più e sono più soggette agli effetti collaterali, con eventi più gravi, in parte proprio perché i farmaci sono meno studiati nel sesso femminile. Solo negli studi sulla riproduzione si è presa davvero in considerazione la sperimentazione sulle donne, per tutti gli altri settori la loro presenza è rimasta per anni ben al di sotto del 50 per cento».

Lo studio Gender Attention tenta di colmare queste lacune: arruolerà infatti 1200 pazienti con psoriasi a placche in trattamento con ciclosporina, e fra questi ci saranno 400 uomini, 400 donne in età fertile, 400 donne in menopausa. Obiettivo, rilevare le differenze di genere nel tasso di effetti collaterali e verificare la presenza di eventuali relazioni fra gli eventi avversi e differenti profili ormonali. «Spero che la ricerca possa essere d'esempio per progettare altri studi clinici focalizzati sul genere. Dopo un avvio positivo dell'arruolamento dei pazienti, aspettiamo con fiducia i risultati», conclude Franconi.

Inserito da segreteria SIDeMaST

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