Malati di psoriasi, come sarebbe la vita senza le chiazze sulla pelle?


22 agosto 2015 - 14:21Rassegna stampa


Far «sparire» le lesioni non è più un sogno: due farmaci biologici hanno ottenuto ottimi risultati (in soli tre mesi di cura) dalle sperimentazioni sui pazienti più gravi

Cominciare una vita nuova, un evento che segna una svolta epocale, riappropriarsi della propria esistenza o, più semplicemente, tutto. Sono queste le risposte più frequenti che i malati di psoriasi hanno dato a un sondaggio in cui veniva chiesto loro cosa significherebbe poter vivere senza le chiazze sulla pelle tipiche della loro patologia. Quello che fino a pochi anni fa pareva un miraggio, ora però è diventato realtà: sono infatti usciti dai laboratori di ricerca diversi farmaci biologici in grado di far scomparire le lesioni.

Chi ha la «pelle pulita» vive meglio

Le opinioni raccolte dall'indagine dell'associazione americana National PsoriasisFoundation trovano un riscontro diretto nella ricerca scientifica. Uno studio pubblicato a ottobre 2014 sulla rivista Journal of the American Academy of Dermatology ha comparato la qualità della vita di pazienti psoriasici che erano riusciti con le cure a far completamente sparire le chiazze a quella di pazienti la cui pelle non era del tutto libera dai segni della patologia. Gli esiti non lasciano dubbi: le persone con la «pelle pulita» vivono meglio di chi porta ancora qualche segno e dichiarano, in percentuale più che doppia, che la malattia non ha alcun impatto sulla loro qualità di vita. Altri studi e sperimentazioni hanno dato lo stesso esito e da tempo ormai, anche l'Organizzazione Mondiale di Sanità ha posto l'accento sul forte impatto negativo che la psoriasi ha sulla vita di chi ne è colpito.

Quanto e perché la psoriasi può creare disagi fisici e psicologici

«La psoriasi è una patologia malattia infiammatoria cronica: sulla pelle compaiono chiazze rossastre, rotondeggianti, che interessano per lo più gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, regione lombo-sacrale, mani e piedi - spiega Giuseppe Micali, direttore della Clinica Dermatologica dell'Università di Catania -. L'evoluzione di questa malattia è imprevedibile e può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni. A seconda della gravità e della localizzazione delle chiazze, i soggetti affetti da psoriasi possono provare un marcato disagio fisico e disabilità. Il prurito e il dolore possono interferire con molte delle normali attività quotidiane, come la cura di sé o il sonno. La presenza di lesioni sulle mani o sui piedi può impedire al paziente di svolgere determinate professioni, alcune attività sportive e talvolta anche il semplice relazionarsi con gli altri. Ad oggi non esiste una cura risolutiva, ma la malattia si può tenere sotto controllo con le molte strategie terapeutiche a disposizione: creme, gel, lozioni da applicare sulla pelle nei casi più lievi o farmaci di vario tipo per le forme più gravi».

Metà dei malati insoddisfatta delle cure

In pratica, in molti casi le placche «vanno e vengono»: in alcuni periodi tendono a ingrandirsi, talvolta invece si attenuano o scompaiono del tutto, per poi ritornare a settimane o mesi di distanza. E mentre i ricercatori di tutto il mondo cercano di capire meglio le cause e i fattori scatenati del disturbo, ancora in gran parte da chiarire, i pazienti raramente trovano risposte definitive o riescono a risolvere il loro problema. Anzi, più volte è stato dimostrato che circa la metà di loro è insoddisfatta delle terapie perché poco efficaci o troppo «complicate». E, ancora peggio, moltissimi non ricevono alcuna cura o vengono trattati «al ribasso».

Due nuovi farmaci in arrivo

E' in questo panorama che sono arrivati, soprattutto nell'ultimo biennio, i dati delle sperimentazioni sui nuovi farmaci biologici (secukinumab e ixekizumab, in particolare) che si pensa possano cambiare le regole del gioco, specie per i malati con forme moderate e gravi. Dagli esiti dei trial finora disponibili, secukinumab ha dimostrato di riuscire a far scomparire le chiazze in tre mesi, diminuendo anche prurito, dolore e desquamazione diminuiscono. «Inoltre, gli effetti positivi della terapia si sono mantenuti per tutto l'anno in cui i pazienti sono stati tenuti sotto osservazione - prosegue Micali -. Risultati altrettanto validi sta dando anche l'altro medicinale, grazie al quale in tempi brevi riesce a raggiungere una risoluzione completa o quasi completa delle manifestazioni cutanee, che perdura nel tempo. Questi due farmaci hanno come bersaglio l'interleuchina-17A (una proteina chiave coinvolta nello sviluppo della psoriasi), ma si stanno studiando anche altre molecole dirette a scardinare differenti meccanismi infiammatori che sono alla base della psoriasi».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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