Lettini solari, nuovo giro di vite


02 maggio 2011 - 10:15Rassegna stampa


«Lampade abbronzanti, mai sotto i 18 anni». A pochi giorni dall'Euromelanoma Day, campagna europea di prevenzione contro il tumore alla pelle (16 maggio), la proibizione viene ribadita, chiara e forte, in un decreto legislativo sulle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico, pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I lettini e i solarium con raggi ultravioletti utilizzati per dorare artificialmente il corpo dovranno possedere certe caratteristiche di sicurezza contenute in una delle schede tecnico informative allegate al regolamento predisposto da ministero della Salute e dello Sviluppo Economico.

Divieti

Nel capitolo su «modalità di esercizio e di applicazione» vengono indicati una serie di divieti. L'irradiazione di raggi ultravioletti non potrà essere somministrata, oltre che alle minorenni, a donne in stato di gravidanza, persone che soffrono o hanno sofferto di neoplasie acute e persone che non si abbronzano o che si scottano facilmente al sole. E' un nuovo giro di vite. Lo scorso anno i dermatologi della Sidemast (società italiana di dermatologia medica, chirurgica estetica e delle malattie sessualmente trasmesse) avevano sottolineato nelle loro linee guida il no alle lampade abbronzanti sotto i 18 anni.

Invecchiamento e tumori

Il decreto è rivolto alle estetiste ed elenca, tra l'altro le attrezzature che possono essere adoperate nei centri. Banditi gli apparecchi anti cellulite (tecnica della cavitazione) e per il foto ringiovanimento (a luce pulsata). La parte sui lettini è certamente quella che coinvolge il più alto numero di consumatori e che ha determinato interventi legislativi decisi in altri Paesi e della comunità scientifica internazionale. La scheda elaborata dai tecnici dei due ministeri sottolinea una lunga serie di rischi. Si parte da un principio. L'esposizione alle radiazioni ultraviolette (Uv) possono portare a un invecchiamento prematuro della cute e favorire un aumento del rischio di sviluppo di tumori cutanei. Si ricorda infatti che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro nel 2009 ha classificato questi dispositivi come cancerogeni per l'uomo e l'Organizzazione mondiale della Sanità ne ha sconsigliato l'uso alla popolazione generale.

Occhio ai nei

Altri avvertimenti: «L'occhio non protetto può sviluppare un'infiammazione superficiale. Bisogna dunque prendere la precauzione di usare sempre occhiali protettivi con caratteristiche idonee che devono essere messe a disposizione dei clienti. Rimuovere ogni tipo di prodotto cosmetico e non applicare creme protettive. Prima del trattamento informare il cliente sugli effetti nocivi dell'esposizione». Dovranno essere esposti cartelli ben visibili dove si sconsigliano i raggi a persone con elevato numero di nei, a coloro che tendono a sviluppare lentiggini e che in età infantile e adolescenza hanno riportato ustioni solari frequenti e a chi è predisposto all'eritema solare. Tra le raccomandazioni non esporsi al sole nelle 48 ore successive ad una seduta abbronzante, evitare sedute troppo ravvicinate (almeno due giorni di intervallo tra l'una e l'altra), tra un ciclo di trattamento e il successivo dovrebbe essere rispettato lo stop di almeno un mese. Chi porta lenti a contatto deve toglierle prima del trattamento.

Regolamento e schede tecniche sono indirizzate a chi esercita attività di estetista cioè prestazioni «eseguite sulla superficie del corpo il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne l'aspetto modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione di inestetismi». In altre parole, nessuna valenza terapeutica. Malgrado l'allarme lanciato da tutti i maggiori organismi scientifici sull'uso scorretto di apparecchiature a raggi ultravioletti la corsa al lettino non rallenta, specie tra le giovanissime. Sarà uno dei temi centrali dell'Euromelanoma Day organizzata dalla Sidemast. Il 16 maggio, una giornata di sensibilizzazione e invito ai controlli gratuiti della cute in diversi centri italiani. Ketty Peris, direttore della clinica dermatologica universitaria dell'Aquila non fa distinzioni: «Le lampade fanno male a tutti, non dovrebbero essere usate. Scottano e non abbronzano e aumentano il rischio di melanoma, anche se non c'è predisposizione familiare. La ricerca della tintarella artificiale è dannosa e insensata».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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