Egregio Presidente, Le invio questa mia perché mi sento profondamente avvilita.
Dopo 11 anni di studi condotti egregiamente, mi trovo, in una tranquilla serata a casa davanti alla TV, dopo ore di clinica ospedaliera e di pazienti visitati presso l'ambulatorio di Aquaviva delle Fonti (BA)... e lo schermo è bucato dalla avvenente Belen Rodriguez; la guardo mentre gioca a fare la paziente con il concorrente Mauro (il «dottore») ed, in procinto di essere visitata da lui, gli raccomanda: «voglio medici bravi, non dermatologi (!!!), medici veri,...» ma davvero non si può far altro che subire queste idiozie?
Mi piacerebbe che ci facessimo sentire, tutti insieme, come vera ASSOCIAZIONE, per garantire un fronte comune, baluardo di difesa della figura del medico (fin troppo insultato in prima pagina) e, in questo caso, del Dermatologo.
Grazie di cuore
L'associazione medica ha fortemente criticato le affermazioni pronunciate dalla show girl Belen Rodriguez durante l'ultima puntata del Grande Fratello andata in onda, che «ha fortemente sminuito la figura dei dermatologi».
«Faccio presente - ha commentato il Presidente della SIDeMaST, Torello Lotti, in una nota - che tutti i medici dermatologi oltre ad essere laureati in medicina hanno conseguito una specialità di ordine internistico di quattro anni, pertanto quanto affermato in trasmissione tende a sminuire la figura professionale. Tengo inoltre ad informare - ha concluso Lotti - che quanto comunicato non è da intendersi contro la professionalità della soubrette, ma contro una cattiva informazione». (ANSA)
Non è possibile che la DERMATOLOGIA sia ancora considerata la «cenerentola» delle specializzazioni mediche... Non è possibile che quotidianamente dobbiamo confrontarci (attraverso il paziente) con medici privi di alcuna specializzazione legalmente riconosciuta che si qualificano come «Medico Estetico» (e come tali insinuano nel paziente-cliente una conoscenza dell'organo Pelle), per solo aver frequentato in qualche week-end alcuni corsi (presso scuole private) relativi a pratiche di ordine estetico fra le più recenti e conosciute (filler, peeling, biorivitalizzazione, ecc.) e poi dover affrontare e gestire, noi dermatologi, gli effetti indesiderati perpetrati da altri medici.
Ritengo di non sbagliare se affermo che i Presidenti delle società scientifiche devono essere più presenti nel promuovere l'immagine dello specialista e non limitarsi a «strapparsi le vesti» solo dopo che si è verificato l'attacco.
Con Sincera Stima e Convintamente Specialista
Buongiorno, le segnalo il progetto Ecostampa e la invito a seguire le altre iniziative che in questi mesi stiamo portando avanti sul sito della società (come ad esempio il profilo Twitter della SIDeMaST). Cordiali saluti.