L'aerosol che rigenera


11 gennaio 2012 - 11:02Rassegna stampa


I polmoni? Ringiovaniscono con una cura di bellezza a base di acido ialuronico. Dalla lotta alle rughe alla terapia medica. Tutte le donne lo conoscono e lo utilizzano per i trattamenti estetici, ma l'antirughe per eccellenza, non farà più ringiovanire soltanto la pelle.

Un brevetto mondiale permette ora di diffondere per inalazione questa molecola, tramite un apparecchio aerosol, affinché scenda lungo l'albero respiratorio ed entri in contatto con la mucosa bronchiale. Serve a curare le riniti, l'asma, la Bpco, la dermatite atopica, l'acne e la psoriasi.

La scoperta, tutta italiana, è del professor Giuseppe Petrigni, 68 anni, già direttore della 1ª Scuola di specializzazione in malattie dell'apparato respiratorio dell'Università di Milano e attuale responsabile del Centro di alta specializzazione in allergologia e malattie dell'apparato respiratorio della casa di cura La Madonnina di Milano.

Professore, che cosa è l'acido ialuronico?

«È il maggior componente dei tessuti connettivi del nostro organismo. Ha la funzione specifica di attrarre acqua e trattenerla in sede. Un grammo di acido ialuronico può legare fino a sei litri di acqua, è altamente lubrificante e ammortizzante. Dopo i trenta anni il nostro organismo ne produce meno. Nascono le prime rughe, i primi inestetismi che tutte le donne conoscono bene e vorrebbero far sparire».

Di questo acido se ne è parlato sempre e soprattutto in medicina estetica. Ci sono altri impieghi?

«Se l'acido ialuronico aiuta a "spegnere le fiamme", cioè le infiammazioni, può essere utilizzato in tutti i campi della medicina. Oggi è utilizzato in reumatologia e ortopedia, dove ha sostituito ampiamente per la sua attività anti infiammatoria la terapia cortisonica. È utilizzato anche in oculistica, in odontoiatria, urologia (cistite interstiziale) e nella cura dell'acne, della psoriasi e della dermatite atopica».

Perché è fondamentale nella lotta alle malattie respiratorie?

«Il fumo di sigaretta, lo smog, gli inquinanti gassosi e i particolati (cioè il Pm10 prodotto dai tubi di scarico delle autovetture) frammentano l'acido ialuronico alterandone le funzioni, favorendo e cronicizzando di bronchi e polmoni. Un processo che può degenerare e portare nel tempo all'invecchiamento precoce e al tumore. Oggi abbiamo la possibilità di interferire in questo processo evolutivo utilizzando l'acido ialuronico sia inalandolo attraverso l'aerosol sia per via orale con delle capsule».

Professore, gli acidi ialuronici in commercio sono uguali e funzionano tutti alla stessa maniera?

«No. È necessario che abbiano caratteristiche simili a quello nativo: devono avere determinati pesi molecolari, elevata concentrazione ed essere altamente purificati per non dare reazioni allergiche».

Inserito da segreteria SIDeMaST

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