La vitiligine tiene alla larga i tumori cutanei


09 Feb 2013 09:32 Rassegna stampa


Diversamente da quanto si possa pensare, chi soffre di vitiligine non avrebbe un rischio maggiore di sviluppare il melanoma e gli altri tumori cutanei. Anzi, sembrerebbe proprio il contrario. Lo suggerisce uno studio retrospettivo condotto da ricercatori dell’Università di Amsterdam, pubblicato di recente sul British Journal of Dermatology.

Per valutare la prevalenza dei tumori cutanei in chi soffre di vitiligine non segmentata (la forma più comune, altrimenti detta volgare), i ricercatori olandesi hanno condotto un’indagine su più di 1300 pazienti, evidenziando che questi avevano mediamente tre volte meno possibilità di sviluppare il melanoma e gli altri tumori cutanei (carcinoma basocellulare e carcinoma squamoso) rispetto ai soggetti non affetti da questa condizione cutanea, caratterizzata dalla mancanza di melanina (il pigmento che dà colore alla pelle) in alcune aree con la conseguente formazione di chiazze chiare. «Pensiamo che la reazione autoimmune nei confronti dei melanociti che causa la vitiligine sia protettiva nei confronti del melanoma – riferiscono gli autori della ricerca -. Questa potrebbe essere una delle ragioni per il ridotto rischio di melanoma osservato in questi pazienti».

GENETICA - Della stessa opinione è anche Giovanni Leone, responsabile del Servizio di fototerapia dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma: «La reazione autoimmune nei confronti dei melanociti potrebbe in effetti fare in modo che non si sviluppino melanomi. Del resto anche un ampio studio multicentrico, coordinato dall'University of Colorado di Denver, a cui abbiamo collaborato, mostra che i soggetti con vitiligine hanno, anche sotto il profilo genetico, una protezione nei confronti del melanoma. Più difficile da spiegare è, invece, il minor rischio di sviluppare gli altri tumori cutanei. Proprio per la mancanza di melanina, si sarebbe infatti portati a pensare che questi soggetti abbiano più possibilità di avere carcinomi della pelle. E invece così non sembra. Lo suggerisce il nuovo studio, ma anche l’esperienza sul campo: nel nostro centro affluiscono molti pazienti e usiamo molto la fototerapia, ma non abbiamo mai notato un aumento dei casi di questi tumori cutanei, nonostante sia ben noto l’effetto negativo dei raggi ultravioletti». Pare proprio dunque che in chi soffre di vitiligine si inneschi qualche meccanismo protettivo: non si sa ancora bene di cosa si tratti, ma forse in futuro la ricerca ci darà una risposta.

Inserito da segreteria SIDeMaST