La dieta? La chirurgia? Meglio tenersi le rughe


14 maggio 2010 - 17:52Rassegna stampa


Mentre a san Moritz medici e studiosi hanno messo a punto una nuova dieta per arginare le rughe, una scrittrice nota come Barbara Alberti ha scritto un nuovo libro «Riprendetevi la faccia», (Mondatori, pagina 224, euro 17,50) per dire che tutti noi, e le donne in particolare, devono smetterla di vergognarsi dei segni del tempo e ricorrere a ogni costo al bisturi del chirurgo come se questo ci salvasse la vita e il suo stesso senso.

La Alberti, provocatoria come sempre, scrive che è meglio avere le rughe che apparire delle “rattoppate befane”. E insiste: «la plastica è come la droga, non basta mai». Il fatto che la società voglia indurre in noi donne la vergogna di essere vecchie, l'indegnità di non essere più buone per i maschi, è atroce. Plastificarci dalla testa ai piedi non ci aiuta, anche se posso naturalmente capire se qualcuno ritocca col chirurgo un difetto che lo angoscia o un segno dell'età più pesante degli altri, come io stessa ho fatto. Basta voler essere giovanili a tutti i costi e considerare vecchiaia una parolaccia impronunciabile. Dice Barbara Alberti: «Riprendiamoci il fascino, che viene da dentro e non ha età. E diventiamo dei bei vecchi dignitosi».

Il suo libro sarà presentato venerdì 14 maggio alle ore 17,30 all'Auditorium Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso, via Garibaldi 18, Genova insime con l'attrice Simona Guarino. Conduce Silvia Neonato.

Partiamo subito da una sua frase durissima. Scrive che ormai la vecchiaia non si nomina più. «Come gli escrementi». Davvero lo pensa? «Sì, tutti i consumi impongono di essere giovani o almeno giovanili. Per le donne è peggio. Essere costrette a camuffarci da giovani fino allo stremo è crudele. Pretendo di essere chiamata vecchia e spero di diventare una bella vecchia senza questa galera femminile che appena non sei più appetibile e consumabile, ti cancella, deride e esclude».

Cibi cotti al vapore, tanta frutta e verdura che fanno sempre bene, spezie con effetti antiossidanti, pesce azzurro e sushi. E ancora, pochi dolci e bibite ricche di zuccheri, fritture e grigliate da limitare a occasioni speciali. Questi gli ingredienti del menu anti-rughe, povero di Age (Advanced Glycosilated End products), complessi di zuccheri e proteine che favoriscono l'invecchiamento.

A suggerirlo gli esperti riuniti di recente a Saint Moritz per la Winter Academy of Dermatology and Oncology, sulla base di uno studio italiano che dimostra il legame fra dieta e invecchiamento della pelle. «Due mesi di una dieta a basso contenuto di zuccheri, privilegiando cibi crudi o cotti al vapore, riducendo il consumo di bevande zuccherate e cibi industriali - sottolinea Norma Cameli, responsabile del Servizio di dermatologia estetica dell'Istituto San Gallicano di Roma - tagliano del 7% la quantità di Age in circolazione, diminuendo di oltre il 10% la presenza di rughe».

Quel che conta dunque non sono le calorie, ma il contenuto di Age, spiega Torello Lotti, direttore del Centro Interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica delle Università di Firenze, Milano e Siena, che ha condotto lo studio. Il conteggio non vale - è la buona notizia - per cioccolato e vino rosso, «ricchi di antiossidanti, con un effetto anti-Age che neutralizza anche le «tossine» assunte con la frittura, gli zuccheri e le altre pietanze che ne sono ricche», prosegue Lotti. L'analisi dei cibi e del loro contenuto di Age, rivela qualche sorpresa: bene frattaglie e roastbeef, «vietata» l'anatra, ricchissima di queste sostanze.

Una brutta notizia per i golosi, destinati - secondo la ricerca - a mostrare precocemente i segni del tempo. Basta una fetta di torta da 120 grammi con una bibita light oppure 100 grammi di frittura o 250 grammi di carni alla brace, l'equivalente di un milione di unità di Age al giorno, e il rischio di sviluppare rughe aumenta del 13%. Se non si sta attenti, le probabilità aumentano anche di più, di pari passo con la quantità di Age assunta. Per arginarne gli effetti negativi, gli esperti raccomandano una dieta con un moderato consumo di cibi cotti ad alte temperature e dolci preferibilmente solo al mattino.

Altri consigli: consumare molto pesce azzurro (tonno, sgombro, sardine), che contribuisce a migliorare l'ossigenazione cellulare; introdurre ogni giorno abbondanti porzioni di verdure fresche, soprattutto spinaci, broccoli e cavoli, e frutta, in particolare agrumi, kiwi e frutti di bosco; condire i cibi con spezie ricche di sostanze anti-glicazione come ginger, curcuma, origano, cannella, chiodi di garofano, rosmarino e timo; bere molta acqua e spremute non confezionate, prive di zuccheri aggiunti (es. succo d'uva e d'arancia).

Inserito da segreteria SIDeMaST

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